Garcinia Cambogia, cosa c’è da sapere sulla pianta che fa perdere peso

By | 17 febbraio 2016
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garcinia-cambogia-fruitPer molti è la pianta che fa dimagrire. La Garcinia Cambogia, prezioso frutto indonesiano, è nota ai più per queste sue preziose proprietà ma quanto c’è di vero e fino a che punto la fama che si è costruita è reale? Proviamo insieme a tracciarne un breve ritratto.

Di cosa si tratta?

Per approfondire la conoscenza della Garcinia Cambogia è utile consultare la pagina dedicata del sito Salute e Benessere, il portale dedicato all’approfondimento di tutto ciò che ruota intorno al mondo della nostra salute.

Si tratta di una pianta subtropicale della famiglia delle Clusiaceae, il cui frutto, simile a una piccola zucca dal colore verde/giallo pallido, è ricoperto da una buccia dalla quale vengono estratti dei principi attivi utilizzati in integratori e medicamenti. Secondo alcuni studi, le proprietà di questo frutto impedirebbero il deposito di nuovo grasso nel corpo e favorirebbero il controllo dell’appetito.

 

Inoltre, aiuterebbe a tenere a bada anche colesterolo e trigliceridi. A generare questi fenomeni sarebbe l’azione dell’acido idrossicitrico che trasformerebbe gli zuccheri in energia, accelerando il metabolismo e impedendo a questi di depositarsi sotto forma di tessuto adiposo. Gli esperimenti condotti su cavie da laboratorio confermerebbero tutto ciò ma non è ancora stato accertato che i risultati sugli esseri umani siano gli stessi.

Un incentivo per bruciare i grassi e un amico che aiuta a controllare la fame nervosa

Gli integratori alimentari in vendita (da assumere sempre dopo aver consultato il proprio medico di fiducia), a base di Garcinia Cambogia, (es. Garcinia Optima) risponderebbero proprio alla funzione di acceleratori del metabolismo, aiutando le persone a perdere peso più facilmente. Inoltre, l’estratto della buccia consentirebbe di tenere sotto controllo il colesterolo cattivo, inibendo l’attività di alcuni enzimi responsabili dell’insorgerne.

Tra le principali proprietà di questo frutto e dell’estratto della sua buccia c’è la capacità di regolare la fame nervosa. Si tratta della principale nemica di ogni dieta, dalle conseguenze ingestibili e imprevedibili.

Colpisce soprattutto le donne, agevolata da sbalzi ormonali e dalla maggiore tendenza a soffrire di ansia. La Garcinia Cambogia stimola la produzione di serotonina ed è proprio quest’ultima a favorire il controllo sugli attacchi di fame compulsiva. D’altra parte, la serotonina favorisce anche la stabilizzazione dell’umore, tanto che le diete a base di questo estratto sono spesso definite “le diete del sorriso”.

Quali sono i suoi limiti?

Seppure non scientificamente dimostrati, i risultati in termini di perdita di peso e accelerazione del metabolismo di questa pianta sembrano essere evidenti. Quel che è fondamentale capire, però, è che non si tratta di una sorta di miracolo. Il principale limite di questi integratori, infatti, è nella volontà di dimagrire di chi ne fa uso.

Non basta assumerlo per perdere peso. L’integratore deve essere una sorta di incentivo ma solo un piccolo pezzo di una strategia complessiva basata su un’alimentazione sana e attività fisica.

Sono questi i perni su cui far poggiare la dieta. Inoltre, è bene approfondire insieme al proprio medico l’opportunità di assumerla soprattutto in concomitanza con l’assunzione di altri integratori. Non si manifestano particolari effetti collaterali nei soggetti che l’hanno assunta per via orale per non più di dodici settimane. In soggetti intolleranti potrebbe causare sintomi quali nausea, malessere digestivo, bocca secca, vertigini e mal di testa.

Quando non è possibile farne uso

L’assunzione di questo integratore naturale è da evitarsi in caso di gravidanza. Anche le donne che stanno allattando dovrebbero evitare di farvi ricorso. Tra le categorie di persone che dovrebbero escludere la Garcinia Cambogia dalla propria alimentazione, poi, rientrano anche i malati di diabete, i soggetti affetti da gastriti acute, ulcera duodenale e problemi allo stomaco.

Da non dimenticare, poi, che in qualsiasi altra situazione è sempre bene fare riferimento all’esperienza del proprio medico curante.

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