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Nobel per la pace a MalalaYousafzai e a Kailash Satyarthi

Alle donne il Nobel per la pacenobel

Oggi è il giorno del premo Nobel più emozionanti: quello per la pace. Il comitato di Oslo ha deciso di assegnarne ben due ed entrambi vanno in oriente: il primo alla pakistana Malala Yousafzai, il secondo all’indiano Kailash Satyarthi.
Spiega il comitato del Nobel la scelta compiuta: “per la loro lotta contro la soppressione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione.”

Tra i due, senza voler operare alcuna distinzione di sorta attenzione, quello di Malala Yousafzai è il premio più bello: con i suoi 17 anni è la più giovane vincitrice dell’ambitissimo Nobel, colpita alla testa da un talebano nel 9 ottobre del 2012, Malala è riuscita a sopravvivere grazie al fatto che il proiettile non aveva lesionato organi vitali e grazie anche al pronto intervento dei medici.
Fu trasferita d’urgenza a Birmingham, Inghilterra, dove le cure continuarono e dove ora Malala vive insieme a tutta la famiglia.

Kailash Satyarthi lotta per i diritti dei minori già dagli anni ’80, ha guidato personalmente azioni per la liberazione di bambini utilizzati come schiavi e si è occupato dell’educazione di molti di loro.

Il fondatore dei Premi Nobel, Alfred Nobel, aveva detto che il comitato avrebbe dovuto dare il premio “alla persona che ne hanno fatto il più o il miglior lavoro per la fraternità tra le nazioni, per l’abolizione o la riduzione di eserciti permanenti e per la realizzazione e la promozione di congressi di pace “.kailash satyarthi

Il comitato ha interpretato tali istruzioni in modo diverso nel corso del tempo, allargando il concetto di lavoro per la pace e includendo tutti gli sforzi tesi a migliorare i diritti umani, all’abbattimento della povertà e al rispetto per l’ambiente.

“La lotta contro la repressione e la lotta per i diritti dei bambini e degli adolescenti contribuisce alla realizzazione della” fraternità tra le nazioni” che Alfred Nobel cita nel suo testamento.” Ha spiegato il comitato.

In tal modo i premi a Malala e Kailash rientrano appieno nella nuova linea espressa dal comitato, ed anzi rappresentano un’evoluzione stessa del concetto di pace, in linea con il progresso ed il cambiamento, politico, culturale e climatico del pianeta.

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