Proteina allunga la vita, la scoperta della longevità

By | 3 giugno 2018

Esiste l’elisir di lunga vita? Forse no, ma esiste una proteina allunga la vita e favorisce la longevità. Si tratta di una particolare mutazione, infatti, che pare sia in grado non solo di ritardare la vecchiaia, ma difende anche la salute dalle eventuali malattie, più o meno gravi, a cui si va incontro in età avanzata. A condurre la ricerca è stata l’University of Texas Southwestern Medical Center.

Proteina allunga la vita, lo studio

I ricercatori dell’UT Southwestern hanno condotto uno studio che lo ha portati ad individuare lo straordinario potere di questa proteina (già scovata in un precedente studio sull’Alzheimer).

Con gli studi più mirati e approfonditi su questa proteina, gli scienziati hanno capito che la sua utilità non è legata solo all’Alzheimer. Pare infatti che la proteina beclin-1  sia in grado di allungare la vita del più dell’11%. Questo accade perché nel momento in cui si rallenta l’invecchiamento, pare che si ritardi anche lo sviluppo di tutte le malattie ad esso collegate.

Il meccanismo in cui questa proteina è legato all’autofagia, un processo che consente alle cellule di degradare le sue componenti ormai morte e di riciclarle. Più le cellule si ‘ripuliscono’ più la vita sembra durare di più e la salute tende raggiungere un miglioramento.

Proteina allunga la vita, come funziona

Nonostante questa serie di studi siano stato condotti soltanto sui topi e per tanto la validità di tali ricerche sia legata solo a loro, i ricercatori si sono già domandati come e quando sfruttare la mutazione della proteina beclin-1.

Nel frattempo, si spera, in una sua possibile applicazione per combattere l’invecchiamento precoce e le malattie che questo implica. Dal momento che l’autofagia si presenta utile anche nel trattamento dell’Alzheimer (sempre nei topi), non si esclude la eventualità di riuscire, in futuro, alla cura di malattie neurodegenerative, con l’aumento di questo meccanismo cellulare.

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