Storace assolto in Appello: definì “indegno” Napolitano

By | 1 giugno 2016

Assolto perché “il fatto non costituisce reato

Francesco Storace, leader de La Destra, esulta perché oggi i giudici della Corte d’Appello di Roma lo hanno assolto dall’accusa di vilipendio nei confronti dell’allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Storace era stato condannato in primo grado a sei mesi di reclusione ma la pena era stata sospesa. L’intervenuta prescrizione aveva estinto il reato ma l’ex governatore del Lazio ha voluto continuare l’iter processuale per ottenere la piena assoluzione. Alla fine ci è riuscito. Oggi, dopo la lettura della sentenza in Aula, i presenti hanno iniziato ad applaudire. Storace ha ottenuto l’assoluzione perché “il fatto non costituisce reato”. Nove anni fa, il numero uno de La Destra definì “indegno della carica” Giorgio Napolitano, che si era schierato dalla parte della Montalcini.

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Dopo l’assoluzione, Storace ha sottolineato di aver fatto bene a rinunciare alla prescrizione: adesso confida veramente nella giustizia. Francesco non si pente delle parole riservate al Capo dello Stato, anni fa, ed anzi ha scritto su Twitter:

“Assolto! L’indegno era quello che stava al Colle…”.

Montalcini “stampella del Governo”

Nel 2007 Storace attaccò Napolitano per non aver sfiduciato l’esecutivo Prodi, definendo l’allora senatrice Rita Levi Montalcini “stampella del Governo”. Sul piano personale, la polemica venne risolta mediante un incontro tra Napolitano e Storace; sul piano processuale, però, la diatriba è continuata. In primo grado, Storace venne condannato. La sentenza fece male al leader de la Destra, che disse:

“Sono l’unico italiano condannato per questo reato”.

L’ex governatore del Lazio non si è mai pentito dei termini usati verso l’allora Capo dello Stato. Lo ha rimarcato più volte. Nel corso di un’intervista rilasciata lo scorso gennaio, Storace ha affermato:

“Lo rifarei di nuovo perché indegno non è un’offesa ma un giudizio. Tutto si può dire ma non che Napolitano non sia stato un presidente interventista”.

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