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Agcom striglia Rai per intervista Vespa a figlio Riina

Rai ammonita da AgcomLa Rai è stata sferzata due volte, nello stesso giorno, dall’Agcom per due motivi diversi: la nota intervista fatta al figlio di Riina da Bruno Vespa e la scarsa qualità dell’informazione resa dalla tv di Stato durante il referendum sulle trivelle

 

 

Il presidente della Vigilanza Rai, Raffaele Fico, ha commentato così, sul suo profilo Facebook, l’ammonimento dell’Agcom nei confronti della Rai:

“Due forti richiami alla Rai nello stesso giorno: l’Agcom ha prima richiamato il servizio pubblico per l’intervista di Bruno Vespa al figlio di Riina, poi ha criticato duramente la qualità dell’informazione Rai in occasione del referendum sulle trivelle. Ci aspettiamo interventi concreti dai vertici della Rai rispetto sia a Porta a Porta sia alla pessima informazione fatta durante la campagna referendaria”.

Bruno Vespa è rimasto attonito per il reclamo così deciso e rigido dell’Agcom, sottolineando di non aver fatto altro che svolgere il suo mestiere con dignità e correttezza, come sempre. Una nota del celebre giornalista e scrittore recita:

“Profondamente sorpreso dal provvedimento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che non ricordo essersi mai espressa con tanta clamorosa severità nei confronti di una trasmissione televisiva; quindi dissento radicalmente dai giudizi espressi nel richiamo e rivendico fino in fondo, pertanto, di aver rispettato ancora una volta la deontologia professionale e la dignità della persona, con lo scrupolo che da cinquant’anni caratterizza la mia attività giornalistica”.

Fico ha precisato inoltre che in occasione del referendum sulle trivelle “programmi come Agorà e Uno mattina  hanno diffuso informazioni errate sul referendum sminuendo la valenza nazionale della consultazione e venendo meno ai principi di imparzialità e correttezza posti a garanzia delle libere scelte dei cittadini”. Il grillino ha sottolineato che il M5S ha più volte contestato l’assenza di lealtà, completezza e imparzialità nella tv pubblica, anche nei telegiornali, dove diventano servizi delle dichiarazioni degli esponenti dei partiti di maggioranza. Lieto del richiamo dell’Agcom nei confronti della Rai anche il dem Michele Anzaldi, segretario della commissione di Vigilanza, indignato per l’intervista di Vespa al figlio del boss mafioso Totò Riina:

“Nonostante gli innumerevoli richiami a trattare il tema con la massima attenzione, la puntata è andata in onda senza alcuna variazione: è stata una prova di arroganza inaudita, criticata duramente anche in Antimafia e in Vigilanza”.

Il presidente dell’Agcom ha inviato all’amministratore delegato della Rai una lettera in cui sottolinea che l’intervista fatta da Bruno Vespa al figlio di Totò Riina “presenta talune criticità quanto alle modalità e alla contestualizzazione della stessa, nonché alla complessiva caratterizzazione del personaggio intervistato”.

Il Garante ha scritto che l’intervista a Salvo Riina ha messo in secondo piano la sensibilità dei telespettatori e la sofferenza dei parenti delle vittime della mafia. Non c’è stato contraddittorio in quell’intervista: ha parlato quasi sempre il figlio di Riina, che è stato lasciato libero di non rispondere a certe domande, quelle più ‘spinose’. Secondo il presidente dell’Agcom la completezza dell’informazione, soprattutto quando si tratta di un tema delicato come la mafia, deve essere immediata, e non quindi rinviata ad altre occasioni. Qualora la Rai, in futuro, assumesse ancora comportamenti del genere, l’Agcom adotterà misure “incisive” nei suoi confronti. Della serie patti chiari amicizia lunga.

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