Cucina

Antonino Cannavacciuolo non tollera donne sofferenti in cucina

Cannavacciuolo non accetta donne che soffrono in cucinaAntonino Cannavacciuolo, uno dei più grandi chef italiani, è diventato una vera star della tv grazie a diversi programmi a carattere enogastronomico. Non è il solo chef ad aver acquistato molta popolarità grazie alla tv; basta ricordare Carlo Cracco

 

 

Antonino ha detto che per diventare un grande cuoco c’è bisogno di umiltà e sacrifici. Per lui la cucina non ha bisogno di chi vuole solo fare business e di chi si improvvisa. La cucina è sacrificio e duro lavoro. Lui lo sa bene. Qualcuno, in passato, ha tacciato Cannavacciuolo di maschilismo. Il grosso chef ha detto in merito:

“Io amo le donne così tanto che non sopporto di vederle soffrire in cucina. Questo lavoro è faticoso e ti tiene lontano dalla famiglia”.

Cosa dovrebbe fare un cuoco per diventare un professionista rinomato? Lavorare per 2/3 anni in Italia e poi recarsi all’estero, magari in Paesi come Francia, Giappone e Cina:

“Il Giappone è un mondo a parte, da impazzire: se unisci quelle tecniche alla nostra materia prima hai fatto bingo”.

Dopo l’esperienza positiva a Masterchef, Antonino Cannavacciuolo ha deciso di creare un programma particolare, “Cucine da incubo”, con lo scopo di salvare ristoranti che rischiano la chiusura. La trasmissione ha debuttato lo scorso 27 marzo, alle 21.14, su NOVE: 10 episodi che appassioneranno chi ama la cucina e non solo. Cannavacciuolo, dunque, sta accantonando un po’ i suoi impegni presso il suo ristorante, Villa Crespi, per aiutare ristoratori sull’orlo del baratro. In realtà “Cucine da incubo” non è altro che la versione italiana di “Kitchen Nightmares”, ideato dal celebre chef inglese Gordon Ramsey. Cannavacciuolo cambierà le sorti di molti ristoranti italiani, ubicati in città come Milano, Fiesole e Roma.

Lo chef stellato originario della Campania è molto apprezzato in tutto il mondo proprio come il suo collega Carlo Cracco. Entrambi hanno in comune il maestro: Gualtiero Marchesi. Non sono stati tanto i suoi ristoranti a conferirgli popolarità, quanto la presenza in tv. Ormai gli chef diventano dei divi grazie al piccolo schermo. Cannavacciuolo, 41 anni, cucina da quando aveva 13 anni e finora ha ottenuto molte lodi e riconoscimenti. Fama, soldi e bravura grazie a molta esperienza, fatta anche, e soprattutto, all’estero. Per Antonino la cucina è stata sempre fondamentale:

“Sono nato in una famiglia in cui il cibo è sempre venuto al primo posto. Mio padre insegnava cucina e faceva lo chef, mia madre si è dedicata ai figli e alla casa. La prima ricetta di cui ho memoria è il ragù. Per me non era domenica se non avevo l’odore del ragù nelle narici. Eppure i miei genitori non volevano: ‘Tutto tranne che il cuoco’ mi dicevano. Volevano che facessi il dentista. Lo chef è un mestiere durissimo… La competizione è massima. Oggi sei il migliore, domani sei incapace di cucinare. Come i calciatori. E’ un mestiere che ha una parte bella e una brutta. Altro esempio: ho 41 anni e non ho mai festeggiato un Capodanno, ho sempre lavorato. Non mi sono mai seduto a tavola con la famiglia a Natale. La Pasqua non so cosa sia. I giorni rossi nel calendario, che per tutti sono i festivi, per me significano giorni di fuoco”.

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