Apparecchi diagnostici obsoleti negli ospedali italiani: 50% da sostituire

By | 20 dicembre 2017

Macchinari vecchi ospedali italianiSecondo un recente sondaggio, il 50% degli apparecchi diagnostici negli ospedali italiani è obsoleto, quindi sarebbe da cambiare. Cosa significa il termine ‘obsoleto’? Beh, sono obsoleti tutti quei macchinari vecchi che non funzionano più come una volta, quindi non svolgono bene la loro funzione. E’ obsoleto anche un macchinario ormai fuori moda, superato dai nuovi mezzi tecnologici. Bene, adesso che sappiamo cosa significa il termine ‘obsoleto’ dobbiamo anche renderci conto che oltre la metà degli strumenti usati nei nosocomi italiani per diagnosticare le malattie è obsoleto.

Macchinari obsoleti: guaio per i pazienti

Usare macchinari obsoleti rende certamente arduo scovare le patologie, o comunque si rischia di non effettuare diagnosi esatte.

Dall’indagine portata avanti dal Centro Studi Assobiomedica è emerso che in Italia circa 6.400 macchinari dovrebbero essere sostituiti perché avrebbero superato la soglia della ‘adeguatezza tecnologica’, ovvero in commercio ci sono apparecchi più efficaci e performanti.

In genere, un apparecchio per la diagnosi dovrebbe essere sostituito ogni 5.-7 anni ma ciò in Italia non avviene.

Tra gli apparecchi per la diagnosi che dovrebbero essere sostituiti perché obsoleti ci sono, ad esempio, quelli per la mammografia, per la Tac, per la risonanza magnetica e per la terapia intensiva.

Perché sostituire l’apparecchiatura obsoleta?

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Sostituire i macchinari vecchi consentirebbe non solo di eseguire diagnosi più accurate e precise, ma anche di ridurre l’esposizione alle radiazioni ed ottenere i referti in tempi brevi. I pazienti, dunque, trarrebbero molti vantaggi dalla sostituzione del ‘parco macchine’ negli ospedali italiani. Perché ciò, quasi sempre, non avviene? A voi la risposta.

Fernanda Gelona, direttore generale di Assobiomedica, ha spiegato che la situazione diventa ancor più grave se paragonata a quella delle altre nazioni Ue.

Incentivi per la sostituzione

Per ridurre il gap tecnologico, secondo la Gelona, bisognerebbe introdurre incentivi per la sostituzione degli apparecchi diagnostici obsoleti, ed imposte pesanti per chi usa ancora macchinari vecchi.

‘Si tratterebbe di un sistema di rimborsabilità differenziata sul modello francese, ce consentirebbe una graduale sostituzione delle apparecchiature più vecchie e una progressiva introduzione di quelle tecnologicamente più innovative’, spiega la Gelona.

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