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Campagne di prevenzione Aids calano ma Hiv uccide ancora

Non si parla più dell’Aids come una volta, non si promuovono altresì campagne di sensibilizzazione riguardo a un tremendo virus. Eppure l’Aids causa ancora tante vittime ogni giorno. Non è ancora tempo di abbassare la guardia. Ogni due ore, in Italia, una persona viene infettata dall’Hiv. Bisogna far capire alla gente, specialmente ai giovani, che l’Aids colpisce ancora, e anche molto. Il virus stronca troppe persone ogni anno. Sì perché molti scoprono di essere ammalati quando è troppo tardi. Nel Belpaese, secondo recenti stime, ci sono 120.000 sieropositivi, soprattutto soggetti tra i 25 e i 29 anni. Si viene contagiati principalmente in occasione di rapporti ‘intimi’ non protetti. Sono gli uomini i più colpiti, mentre è calato il numero di diagnosi nelle donne. Chi sa di avere l’Hiv lo deve dire al partner. Preoccupa infatti il seguente dato: il 5% dei sieropositivi non informa il proprio partner; il 40% non lo dice ai familiari e il 75% non lo comunica in ambito lavorativo. Insomma, molti sieropositivi si vergognano di informare amici, parenti e colleghi sul loro stato di salute.  Quali sono le regioni dove vive il maggior numero di sieropositivi e malati di Aids? Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Liguria. Specialisti e medici dichiarano che è calato il numero di morti per Aids negli ultimi anni, grazie soprattutto alle nuove terapie, ma è necessario avviare nuove campagne informative per ricordare alla popolazione che l’Aids è un temibile killer. Non bisogna quindi mai riposare sugli allori. Gli esperti sono preoccupati soprattutto per il fatto che è elevato il numero di soggetti che sono malati di Aids ma non lo sanno. Ciò è pericoloso perché si rischia di infettare inconsapevolmente moltissime persone.

La diagnosi precoce, secondo i ricercatori, è fondamentale per contrastare l’Aids. Se una persona scopre subito di essere malata di Aids, è possibile intervenire efficacemente con la terapia antiretrovirale. Antonio Chirianni, presidente della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, ha spiegato:

“Noi intendiamo coordinare le diverse realtà scientifiche impegnate nell’assistenza, ricerca e sperimentazione clinica in tema di infezioni virali. La conferenza di Icar è basata sui contributi originali della ricerca italiana nel campo della infezione da Hiv/Aids e delle altre malattie virali e aperta ai contributi internazionali nel settore”.

I malati di Aids vivono di più, dunque, grazie alla scienza e alla ricerca. In futuro, secondo gli esperti, il tremendo virus verrà debellato con formidabili terapie. Ne è certo anche Luca Pani, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco:

“Nuove super terapie simili a quelle per l’epatite C sono dietro l’angolo anche per l’Hiv. Nel giro di 3/5 anni arriveremo a negativizzare pazienti sieropositivi e il virus rimarrà nei ‘santuari’, cioè imprigionato in ‘riserve’ all’interno dell’organismo e queste persone non saranno più contagiose grazie a una terapia relativamente leggera… Grazie a questo nuovo trattamenti potremo vincere la ‘battaglia delle battaglie’, contro un’infezione che nel nostro Paese cresce al ritmo del +4% di nuove infezioni ogni anno, come la sindrome metabolica”.

Uno dei problemi più grandi, al momento, è il costo elevato dei farmaci per debellare l’Hiv. Pani ha spiegato che ora verranno trattati solo i pazienti più gravi ma in futuro, quando il prezzo calerà, verranno curati tutti. Intanto, l’imperativo è prevenzione e diagnosi precoce. Ricordate di evitare comportamenti a rischio e se avete il dubbio di essere stati contagiati, sottoponetevi al test dell’Hiv: fate bene a voi stessi e agli altri. Se ne parla meno di un tempo ma l’Aids, purtroppo, esiste ancora e fa male, molto male. Lo sa bene Marco, un ragazzo a cui è bastato avere rapporti non protetti un paio di volte per contrarre il virus. Marco, 21 anni, ha scoperto di avere l’Hiv un anno fa, per caso: si era sottoposto a un test per accertare la causa di un’irritazione cutanea che non andava via e, contestualmente, decise di effettuare anche quello dell’Hiv. Il giovane, che è omosessuale, ha spiegato:

“Nei rapporti mi sono quasi sempre protetto. Sarà capitato una volta o due che non lo facessi, ed è bastata quella disattenzione. E’ vero che prima di sapere del virus conoscevo solo le nozioni di base su Hiv e Aids. Ero piuttosto ignorante perché è un argomento su cui ci si sofferma poco”.

Marco, come tanti altri malati di Aids sogna che un giorno qualcuno gli telefoni per dirgli che è stata trovata una cura efficace contro l’Aids. Marco spera in un futuro migliore, libero dall’Aids.

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