Celiachia è una questione di geni: studio italiano lo conferma

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Celiachia: genetica conta

Celiachia, ovvero intolleranza al glutine. Molte persone, nel mondo, devono consumare determinati alimenti, privi di glutine, a causa della celiachia. E se la causa della patologia fosse rappresentata da alcuni geni? Ci poniamo questa domanda perché un team di ricercatori italiani ha scoperto che ad aumentare il rischio di celiachia sono alcuni geni dell’area cromosomica. L’interessante studio è stato finanziato sia dal Miur che dalla Fondazione Celiachia ed ha vinto il bando “Precision Medicine”. L’esperta Giovanna Del Pozzo ha dichiarato:

“Nel 95% dei soggetti affetti da celiachia sono presenti alcuni specifici geni definiti di rischio o predisponenti la malattia, in quanto associati all’instaurarsi della risposta immunologica al glutine del grano“.

I ricercatori italiani hanno affermato che la propensione alla celiachia si individua non solo scrutando il ‘quantum’ di geni HLA ma anche il numero di molecole di RNA da essi secrete. Carmen Gianfrani, studiosa dell’Istituto di biochimica delle proteine, ha detto:

“La determinazione dei livelli di espressione dei geni potrà servire nel futuro per stabilire l’entità della predisposizione alla celiachia; inoltre questi risultati rappresentano un avanzamento nella conoscenza del meccanismo molecolare alla base anche di altre patologie autoimmuni”.

La celiachia è un’intolleranza alimentare al glutine molto diffusa nel mondo: è stato accertato che solo in Italia ne soffre una persona su 100. Il problema è che nell’80% dei casi la celiachia non viene diagnosticata perché i suoi sintomi sono eterogenei e vengono scambiati per quelli di altre patologie. Se non viene curata, l’intolleranza alimentare rischia di creare seri danni all’intestino; in sostanza non vengono assorbiti in modo corretto le sostanze nutritive. Solo eliminando completamente il glutine dal proprio regime alimentare si può evitare una cronicizzazione della celiachia, quindi possono essere evitati gravi danni all’intestino. Forse non tutti sanno, inoltre, che se non viene curata l’intolleranza alimentare può favorire l’insorgenza di patologie come diabete mellito, dermatite erpetiforme ed alopecia. Quando può insorgere la celiachia? Sempre. I sintomi tipici dell’intolleranza al glutine, come diarrea e perdita di peso, possono manifestarsi in qualsiasi età, solitamente dopo episodi stressanti (ad es. intervento chirurgico o gravidanza). La celiachia, però, può insorgere anche in modo anomalo, ovvero con disturbi che non riguardano l’apparato digerente, come dolore ai denti, anemia, crampi ed emorragie. Bisogna diagnosticare in tempo la celiachia perché solo così si evita la sua cronicizzazione e il rischio di patologie gravi.

Non è facile diagnosticare la celiachia perché i sintomi sono svariati e, addirittura, talvolta non ci sono. Si tratta dunque di uno dei disturbi più difficilmente diagnosticabili. Devono sottoporsi al test non solo coloro che avvertono i sintomi tipici del disturbo ma anche coloro che hanno celiaci in famiglia e chi è affetto da determinate patologie (ad es. sindrome di Down e sindrome di Turner).

La celiachia è dunque questione di geni? Pare proprio di sì, visto che è stato scoperto che il 95% dei celiaci ha l’antigene DQ2. Chi possiede determinati geni, dunque, deve sottoporsi a controlli con regolarità per evitare danni all’intestino. La maggior parte dei soggetti, infatti, che scoprono di avere la celiachia lamenta difficoltà a digerire gli alimenti.

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