Ebola, medico italiano peggiora: febbre alta. Trasferito in terapia intensiva

By | 6 dicembre 2014

Peggiorano le condizioni di salute del medico italiano di Emergency contagiato dal virus Ebola e ricoverato allo Spallanzani.

Ecco il laconico bollettino medico: “Il paziente continua ad essere sottoposto ad assistenza respiratoria meccanica. Le condizioni cliniche sono stabili. Stamane rialzo febbrile. Prognosi resta riservata”.

Il bollettino medico diffuso ieri venerdì dai medici non fa altro che alimentare l’allarmismo. Visto il rialzo della febbre e il peggioramento delle condizioni di salute, il medico di Emergency è stato trasferito nel reparto di terapia intensiva, ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza che contemplano un trasporto mediante un isolatore che preclude qualsiasi contatto con l’esterno.

“Il paziente è stato spostato in un reparto che ha tutte le caratteristiche per poterlo assistere e il trasporto è stato effettuato secondo le procedure già previste per la gestione dei casi di Ebola in questo istituto, ovvero senza mai rompere la continuità della protezione del paziente“, ha rivelato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani.

Riguardo al programma terapeutico, ancora non c’è nulla di certo: verrà stabilito giorno per giorno in base delle condizioni del medico che, finora, è stato sottoposto a quattro tipologie di cure: plasma di convalescente, farmaco antivirale, farmaco sperimentale che incide sulla reazione immunitaria ed un altro farmaco sperimentale.

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Si spera che le condizioni del paziente migliorino, come già avvenuto in altri casi. Ippolito ha sottolineato che ogni paziente reagisce in modo diverso e la tempistica dell’evoluzione della patologia è variabile.

Intanto, molte persone esprimono la loro solidarietà al medico mediante i social network. Cecilia Strada è felice e commossa per l’affetto mostrato nei confronti del collega: “L’affetto che in tanti mostrate per il nostro collega malato di Ebola, per un ‘perfetto sconosciuto’ è un’emozione questa umanità. Grazie”.

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