Influenza ancora in giro: un altro mese di passione

By | 20 febbraio 2018

influenza-casi-ItaliaL’influenza è terminata? No. Lo dicono gli esperti. Ancora un mese di patimento. La causa di questo prolungamento sarebbe un ceppo addizionale di influenza B. Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani, ha affermato che ‘nella stagione in corso hanno circolato 4 distinti ceppi di virus dell’influenza (AH1N1, AH3N2, B/Victoria e B/Yamagata), mentre normalmente co-circolano 3 ceppi influenzali. Il 66% delle infezioni risulta sostenuto proprio dal ceppo virale aggiuntivo B/Yamagata’. Sebbene il boom di persone a letto per l’influenza sia ormai acqua passata, non bisogna abbassare la guardia almeno per le prossime 3-4 settimane.

Influenza via con l’innalzamento delle temperature

L’influenza non ha lasciato l’Italia. Chi non è stato bersagliato finora non deve assolutamente dormire sugli allori perché il rischio contagio è elevato almeno per un altro mese. Altre persone, dunque, rischiano di finire a letto per l’influenza. E’ stato stimato che, a fine stagione, il numero degli ammalati potrebbe essere uno dei più alti degli ultimi anni. In questi casi bisogna essere pazienti ed attendere l’innalzamento delle temperature, che solitamente favorisce la neutralizzazione dei virus.

Dall’ultimo bollettino l’Istituto superiore di sanità emerge che finora sono stati 588 i casi gravi di influenza, ovvero quelli per i quali è stato necessario il ricovero del paziente in terapia intensiva. Le persone decedute, invece, sono state 112, tra cui 2 donne incinte e 11 bimbi.

Vaccinazione poteva evitare gran parte dei decessi

La maggioranza delle morti dovute all’influenza, secondo gli studiosi dell’Istituto superiore di sanità, poteva essere evitata con l’immunizzazione. Il vaccino non scongiura sempre l’influenza, per carità, ma almeno tiene alla larga le forme gravi. L’influenza può diventare letale quando causa una polmonite virale primaria. In tal caso, infatti, vengono minati i polmoni.

Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e docente di igiene all’Università di Pisa, riferendosi all’influenza 2018 e alle informazioni contenute in un bollettino diffuso dall’Iss, aveva detto: ‘Una delle epidemie peggiori degli ultimi anni’. I casi di influenza, solamente nella prima settimana di gennaio, erano stati 800mila. I bambini under 5 rappresentano sempre le vittime preferite dell’influenza: 28,5 casi ogni 1000 persone.

Lopalco aveva spiegato: ‘Siamo sicuramente intorno al picco massimo. E’ stato superato quello del 2009, l’anno della famosa pandemia da virus H1N1, e siamo vicini a quello della stagione 2004/2005, la più intensa da quando il nostro Paese possiede un sistema di sorveglianza dell’influenza’. Il pediatra genovese Michele Fiore invece osserva che ‘anche i sintomi sono un po’ più pesanti di quelli di altre stagioni influenzali’. Forte anche la contagiosità della patologia. Non sono rari, quest’anno, i casi in cui l’influenza colpisce diverse persone della stessa famiglia.

Febbre alta e perdurante

Secondo Fiore ‘l’influenza ha un andamento molto caratteristico. L’inizio è brusco, con una febbre anche elevata. Poi, nel corso delle ore e dei giorni successivi comincia il corredo di sintomi classici: dolori muscolari e ossei, debolezza, raffreddore, tosse secca squassante… La febbre dura inizialmente un paio di giorni, poi sembra scomparire per 12-24 ore, poi ricompare per altri due-tre giorni’.

L’influenza, alla luce dell’osservazione del pediatra Fiore, quest’anno è caratterizzata da un febbre perdurante. Come si fa a capire se c’è influenza? Lopalco afferma che per essere certi che la sindrome sia cagionata proprio da un virus dell’influenza bisogna trovare il virus mediante ‘un tampone o un aspirato naso-faringeo’. Comunque, al medico e al paziente non interessa, in genere, conoscere la tipologia del virus che causa i tipici sintomi dell’influenza.

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