Curiosità

Lauree umanistiche inutili? Falso, ecco perché

lauree-umanistiche-lavoro-utili‘Chi consegue una laurea umanistica diventerà certamente un disoccupato’. Quante volte avete sentito questa frase? Molte, vero? Ormai la mancanza di lavoro per i dottori in materie umanistiche è diventato un cliché. Bisogna però scardinare questa erronea convinzione. Sono i recenti dati economici a contraddire i luoghi comuni sulle lauree umanistiche. Le facoltà umanistiche, nonostante tutto quello che si dice sono ‘assediate’. Ci sarà un motivo, o no? Un dossier dell’American academy of arts and sciences americana sottolinea che le lauree umanistiche assicurano entrate e appagamento simili a quelli che procurano gli altri titoli accademici.

Lauree umanistiche procurano soddisfazione economica

Negli Usa i laureati nelle materie umanistiche non percepiscono stipendi così inferiori a quelli, ad esempio, degli ingegneri. Lo stipendio medio di un ‘umanista’, dopo la laurea triennale è pari, mediamente, a 52mila dollari. Dopo la laurea magistrale, invece, la retribuzione sale a 72mila dollari. Somme non risibili ma inferiori agli 82mila dollari annui degli ingegneri. Chi si ferma al diploma, negli States, riesce difficilmente a guadagnare più di 34mila euro l’anno. Ciò significa che negli Usa anche le lauree umanistiche permettono di svolgere mestieri soddisfacenti sul piano sociale ed economico.

Sul versante della soddisfazione finanziaria, dunque, chi ha una laurea umanistica in tasca è nella stessa barca degli altri laureati. Un titolo accademico in ambito business, dunque, non stravolge la vita rispetto alle lauree in storia, filosofia o letteratura antica. E questo non vale solo per gli Usa ma anche per l’Italia. Sebbene nel Bel Paese le retribuzioni dei dottori in ingegneria e quelli del settore economico-statistico siano superiori rispetto ai laureati in materie umanistiche, la percentuale di soddisfazione è simile.

Big della Silicon Valley con una laurea umanistica in tasca

Oggi chi consegue una laurea umanistica può aggiornarsi, seguire corsi hi-tech e fare la differenza in aziende importanti, italiane e straniere. Personaggi e ricchi e famosi della Silicon Valley, in California, hanno conseguito lauree umanistiche; basti pensare alla CEO di YouTube Susan Wojcicki (laurea in storia e letteratura) e al leader della software company Slack Stewart Butterfield (laurea in filosofia).

Gli studi umanistici sono determinanti, quindi, anche nel campo dell’informatica e della tecnologia. Una grossa conoscenza di filosofia morale ed etica, ad esempio, è essenziale per un ‘automation ethicist’, ovvero quando si deve istruire un robot ad essere il più umano possibile.

Lauree umanistiche non vanno demonizzate

Negli ultimi anni le lauree umanistiche sono state spesso definite ‘carta straccia’, che non serve a nulla. Vengono stilate classifiche delle peggiori lauree, che gettano fango su titoli di laurea come psicologia, lettere e filosofia. Critiche, articoli e parole, tante parole spese per demonizzare le lauree umanistiche. Come mai? E’ proprio vero che tali titoli accademici non servono a nulla? Per il direttore di Almalaurea non è vero che la laurea in filosofia e simili sono infeconde.

‘A cinque anni dalla laurea, si raggiunge un buon tasso di occupazione anche per i laureati in scienze umane e sociali: lavora l’85% contro il 91% delle lauree tecniche-scentifiche. Prima di leggere i numeri è importante tenere presente che quando parliamo di lauree umanistiche dobbiamo considerare che si tratta di titoli di studio generalisti che hanno applicazione in diversi ambiti professionali. Al contrario, i titoli tecnici sono specialistici e interessano ambiti molto precisi’, ha spiegato Andrea Cammelli.

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