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Lebbra debellata completamente entro il 2020: scopo dell’Oms

Lebbra: malattia trascurata ma pericolosaLa lebbra per molti ragazzi è qualcosa di ignoto. La patologia è stata debellata nella maggior parte dei Paesi del mondo ma dal Medioevo al XX secolo ha rovinato la vita a milioni di persone. I malati non potevano avere contatti con nessuno, ad eccezione degli altri lebbrosi. Per tale motivo erano stati creati i cosiddetti lebbrosari. Chi era colpito dalla lebbra era emarginato e finiva per morire in totale solitudine. Sebbene oggi la lebbra sia curabile, non bisogna abbassare la guardia perché in certe nazioni è ancora causa di disagio ed emarginazione. Si è parlato di lebbra proprio ieri, in occasione della giornata mondiale.

Effetti terribili

Il morbo di Hansen (lebbra) ha un’origine batterica. Il responsabile della patologia è il Mycobacterium leprae, un batterio che presenta analogie con quello che causa la tubercolosi.

I malati di lebbra sono stati sempre discriminati anche per il loro aspetto, non certo gradevole. Anzi, a dirla tutta, è sempre stato l’aspetto a mettere paura. Eppure la patologia dovrebbe essere temuta per i suoi effetti: l’infezione può bersagliare i nervi periferici e quindi provocare gravi danni.

300mila nuovi casi di lebbra l’anno

L’Oms ha detto che ogni anno si registrano circa 300mila nuovi casi di lebbra. I segni della patologia, invece, sono presenti sul corpo di circa 2 milioni di persone, specialmente quelle che vivono in Sudamerica, in Africa e in India.

Lo scopo dell’Oms è rimuovere la lebbra dai problemi di sanità pubblica globale entro il 2020. Un obiettivo nobile che verrà raggiunto solo con tanti sforzi e finanziamenti. E’ necessario che i nuovi casi siano individuati e trattati subito.

In Italia sono stati accertati una ventina di casi di lebbra negli ultimi anni. La maggioranza dei pazienti proveniva dall’Africa e dal Sudamerica.

Mai abbassare la guardia

Non bisogna mai abbassare la guardia quando si parla di lebbra perché la malattia colpisce ancora, specialmente nelle nazioni povere. Ci sono tante associazioni, tra cui Aifo, che lottano quotidianamente contro la lebbra, cercando di migliorare la vita dei pazienti.

Tante donne e bimbi combattono ogni giorno con il morbo di Hansen. Edite, brasiliana e madre di 5 figli, è continuamente maltrattata dal marito. Edite è lebbrosa. Il marito ritiene che abbia contratto la malattia mentre lo tradiva. Sembra la trama di un film, invece, purtroppo, è la realtà.

Anna Maria Pisano, presidente Aifo, ha ricordato che non bisogna mai trascurare la malattia: ‘La lebbra è innanzitutto un problema di diritti umani e di emarginazione. Sebbene il Brasile, con circa 31mila casi nuovi nel 2013, di cui il 7% con meno di 15 anni, rappresenti dopo l’India il secondo Paese al mondo per numero di casi, la tendenza delle autorità sanitarie è quella di sottovalutare la lebbra, la si considera tra le malattie dimenticate’.

La lebbra, insomma, oggi è curabile facilmente ma non è stata debellata completamente. Lo ha ribadito anche la Pisano: ‘Dopo una prima significativa flessione dovuta all’introduzione, nel 1982, della cura farmacologica (Polichemioterapia specifica-Pct), l’incidenza della malattia si è stabilizzata. Per questo l’Organizzazione mondiale della sanità la sta abbandonando. Ma non bisogna abbassare la guardia. Il tempo di incubazione è lungo, e perciò è difficile da sradicare’.

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