Orson Welles, estro e sigaro in bocca: cineasta geniale e ironico

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Tantissimi gli eventi organizzati in Italia in occasione del centesimo anniversario della nascita del grande cineasta Orson Welles, morto 30 anni fa. A Roma, ad esempio, presso la Cineteca Nazionale verrà proiettato in anteprima una versione in italiano di “Otello”, capolavoro del grande maestro.

Uno dei più grandi studiosi della vita e delle opere di Welles è stato Ciro Giorgini, purtroppo passato a miglior vita da poco. Fu proprio Giorgini a ritrovare “Too Much Johnson”, ultimo capolavoro inedito di Welles, che tra l’altro verrà proiettato stasera a Roma.

Orson Welles non ha bisogno di presentazioni: basta guardare film come “Macbeth” e “Quarto Potere” per capire chi era e che talento aveva. L’unico difetto, se così lo vogliamo chiamare, di Orson era la sua genialità. Negli ultimi anni della sua vita quasi più nessuno voleva più collaborare con lui, perché non si sapeva mai dove si andava a finire. Welles era eclettico, ironico e un po’ arrogante, sempre con quel sigaro in bocca che gli conferiva un’aria snob. Del resto molti altri grandi cineasti della storia avevano una personalità del genere.

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