Potassio, perché le donne devono mangiarne di più

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Il potassio riduce il rischio di ictusPotassio

Il potassio, contenuto in cibi come le banane e le patate, può contribuire a ridurre il rischio di ictus e di aumentare le prospettive di vita per le donne in età avanzata?
Sembra quello che suggeriscono i risultati di un nuovo studio. Ma la ricerca è ancora ad un livello iniziale per confermare che il potassio da solo, e non integrato in una dieta generale migliore, possa svolgere un ruolo importante nell’aiutare le donne ad evitare gli ictus e vivere più a lungo.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno monitorato più di 90.000 donne in postmenopausa di età compresa tra 50 e 79 per una media di 11 anni.
Tuttavia, i risultati dello studio sembrano ai ricercatori abbastanza significativi: “Le donne in postmenopausa dovrebbero mangiare  cibi ricchi di potassio, come frutta, verdura, fagioli, latte e carne non lavorata, al fine di ridurre il loro rischio di ictus e di morte”. Ha detto Sylvia Wassertheil-Smoller, professoressa emerita al dipartimento di epidemiologia e salute della popolazione presso Albert Einstein college of Medicine di New York City.

Il potassio è un minerale importante che aiuta il corpo a mantenere un equilibrio di liquidi e sali minerali, secondo l’Accademia di Nutrizione e Dietetica. Aiuta anche ad alleviare alcuni degli effetti nocivi del sodio sulla pressione sanguigna.

La maggior parte della gente non assume abbastanza potassio nella loro dieta. Uno studio del 2012 condotto dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie ha rilevato che meno del 2% degli americani adulti assume la quantità giornaliera raccomandata di potassio di 4.700 milligrammi(mg).

In quali cibi si trova il potassio

Il potassio si trova in molti alimenti, secondo la US National Library of Medicine e l’Accademia di Nutrizione e Dietetica, nella frutta frutta: banane maggiormente ma anche prugne albicocche, fragole; nella verdura come i broccoli, patate, piselli, pomodori; negli agrumi. Il potassio si trova anche nel latte, yogurt, prodotti di soia, noci, carne e alcuni tipi di pesce, come il tonno. Insomma è molto difficile evitarne ‘assunzione, eppure per molti è così. Ma è pure negli integratori vitaminici. Ma in realtà “La quantità di potassio in un integratore multivitaminico è piccolo, e il contributo di potassio che garantiscono molto minore” rispetto al cibo, parafrasando Wassertheil-Smoller. “E ‘possibile che gli integratori possano aiutare le donne a ottenere un’adeguata quantità di potassio nella loro dieta, anche se incoraggiamo le donne a mangiare cibi ricchi di potassio più naturali.”

I ricercatori hanno scoperto che le donne, analizzate durante il lungo periodo di 11 anni, che consumato più di potassio hanno il 10% in meno di probabilità di morire durante il periodo di studio e il 12% in meno probabilità di subire un ictus rispetto a coloro che mangiavano meno di potassio.
Inoltre, i ricercatori hanno riscontrato che il rischio di contrarre un ictus ischemico si riduce del 16% per le donne.

Ma, come potrebbe potassio influenzare il rischio di ictus? “Il potassio può giocare un ruolo nel migliorare la funzione dei vasi sanguigni nel cervello. Ciò potrebbe consentire una migliore ossigenazione del nostro tessuto cerebrale, e prevenire la morte dei tessuti che si verifica per mancanza di ossigeno al cervello”. Ha spiegato in modo charo Arjun Seth, studente di medicina all’Albert Einstein college of Medicine.

“L’effetto del consumo di potassio sulla riduzione del rischio di ictus potrebbe anche essere dovuto ad una dieta complessivamente migliore, anche se non lo abbiamo indagato nel nostro studio. Noi non guardiamo i livelli lipidi del colesterolo, i quali potrebbero svolgere un ruolo nel rischio di ictus”.

L’obiettivo della ricerca potrebbe essere quello di consigliare casualmente ad alcune persone di mangiare più potassio e ad alcune di mangiare di meno e poi vedere cosa succede. Tuttavia, uno studio di questo tipo è “improbabile dato il costo e la potenziale mancanza di effetti nel lungo periodo”. Ha chiarito il dottor Frank Hu, professore di nutrizione ed epidemiologia presso la Harvard School of Public Health.

Ma più in generale, per ridurre il rischio di ictus, ha spiegato Larry Gondstein, direttore del Centro Stroke Duke Duke University Medical Center,le persone allora devono necessariamente combattere l’obesità, il fumo e l’inattività, a quel punto il rischio si riduce addirittura dell’80%.

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