CDU contro Renzi: ‘Al Referendum vota NO’

By | 23 ottobre 2016

Il 4 dicembre 2016 gli italiani saranno invitati alle urne per esprimere voto favorevole o contrario alla riforma costituzionale promossa dal governo Renzi

 

Tale referendum non prevede un quorum: la consultazione risulterà valida indipendentemente dal numero di votanti. L’esito del giudizio popolare, che equivarrà all’approvazione o al rifiuto da parte degli elettori, sarà quanto mai fondamentale.

Referendum riguarderà oltre un terzo degli articoli della Carta costituzionale

“Non si tratta di un semplice passaggio referendario come altri nel passato – sostiene l’On. Mario Tassone – perché sapremo se la politica verrà ‘derubricata’, definitivamente, qualora dovessero vincere i sì, oppure, con la prevalenza dei no, verranno tutelati i diritti e la libertà dei cittadini”. Inoltre, la riforma va a toccare più di un terzo degli articoli della Costituzione italiana ed è la più estesa da quando la stessa Costituzione è entrata in vigore, nel 1948.
Il testo del quesito che sarà sottoposto al popolo italiano è stato criticato negativamente perché, oltre a essere ritenuto implicitamente favorevole al sì, si presenta lungo e complesso. La stessa difficoltà di comprensione è stata riscontrata nella stesura della riforma, secondo molti finalizzata unicamente alla concentrazione del potere nelle mani della maggioranza e in particolare del Presidente del Consiglio. Entrando nel merito, col superamento dei bicameralismo perfetto, la camera dei deputati diventa l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e l’unica assemblea che può accordare la fiducia al governo e approvare le leggi. Il Senato viene composto da 100 senatori anziché 315; i consigli regionali scelgono 95 senatori, nominando con metodo proporzionale 21 sindaci e 74 consiglieri regionali, e i restanti 5 sono eletti dal Presidente della Repubblica.

Lorenzo Annoni tra i fautori del NO

Tra i sostenitori del NO, Lorenzo Annoni del partito CDU Milano che spiega le sue preoccupazioni: “È evidente che nell’accoppiata Italicum e riforma costituzionale si va nella direzione di uno spostamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo e non a garanzia del suffragio universale. Inoltre, con le modifiche ai rapporti tra Stato e Regioni delineati dal Titolo V, in particolare per le competenze legislative, e poi l’eliminazione del riferimento alle province, l’abolizione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), le variazioni nella modalità di presentazione delle leggi d’iniziativa popolare e dei referendum abrogativi, vi sarà un rafforzamento del potere a danno delle autonomie”.

La ragione organizzativa di fondo per cui questa riforma costituzionale risulta fallimentare è, sempre secondo Annoni, che “non riduce i costi della politica in senso cognitivo e non semplifica nulla, bensì rischia di trasformare l’Italia in un paese autoritario, limitando il dibattito parlamentare e democratico con un Senato inutile e consegnando tutto il potere in mano ad una falsa maggioranza. Per tutte queste ragioni – conclude Lorenzo Annoni – il Nuovo CDU milanese invita tutti i propri sostenitori e simpatizzanti a recarsi alle urne il prossimo 4 dicembre per votare NO!”.

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