Resistenza agli antibiotici: un serio problema di salute pubblica

By | 31 marzo 2018

resistenza-antibiotici-problemaPerché negli ultimi anni si parla sempre più spesso di resistenza agli antibiotici? Il problema si può contrastare? Se sì, come? Quello della resistenza agli antibiotici è indubbiamente un grave problema di salute pubblica che si può arginare se ognuno di noi agisce con un minimo di buon senso. Ciò vale sia per i pazienti che per i medici. Prima di esaminare meglio la problematica dobbiamo però spiegare meglio il significato di resistenza agli antibiotici.

L’importanza degli antibiotici è innegabile

Quando un particolare ceppo batterico riesce a moltiplicarsi nonostante la presenza di un antibiotico si parla di resistenza agli antibiotici. Si tratta in realtà di un fenomeno normale, naturale, connesso allo sviluppo dei batteri. In ogni colonia batterica c’è solitamente qualche organismo più forte e resistente degli altri, e, la somministrazione dei medicinali, soprattutto quando erronea, ne velocizza lo sviluppo. Detto ciò, è innegabile che gli antibiotici siano fondamentali per annientare tante malattie finora abbiano fornito un valido contributo alla salute umana.

Tante patologie che, tanti anni fa, uccisero tantissime persone oggi possono essere curate efficacemente con gli antibiotici. Purtroppo diversi batteri si sono rafforzati e per questo sono in grado di reagire bene agli antibiotici comunemente usati.

I batteri multi-resistenti

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I batteri resistenti agli antibiotici sono quelli che non vengono annientati dagli antibiotici, ovvero quelli che sopravvivono e perfino si moltiplicano in presenza di un antibiotico. Gran parte dei batteri che provocano infezioni possono rafforzarsi e resistere a diversi antibiotici. I batteri in grado di resistere a tanti antibiotici vengono definiti organismi multi-resistenti.

E’ possibile risolvere il problema della resistenza agli antibiotici riducendo al minimo le prescrizioni inutili dei farmaci, ad esempio. Gli antibiotici, inoltre, vanno assunti correttamente: le indicazioni del medico vanno seguite sempre.

Numerosi batteri riescono oggi a resistere facilmente alla forza degli antibiotici che una volta erano usati per neutralizzati. Lo Staphylococcus aureus e Neisseria gonorrhoeae, ad esempio, oggi riescono quasi sempre a resistere bene alla penicillina benzilica. Quest’ultima sostanza, tanti anni fa, riusciva perfettamente ad annientare i suddetti batteri.

Il rafforzamento dei batteri

La vera ansia collegata alla resistenza agli antibiotici è che vari batteri sono diventati resistenti alla maggioranza degli antibiotici attualmente in circolazione. Tali batteri possono causare anche gravi patologie: ecco perché quello della resistenza agli antibiotici è un grosso problema di salute pubblica. Di seguito alcuni batteri che si sono rafforzati:

  • Enterococco (resistente alla vancomicina)
  • Staphylococcus aureus (resistente alla meticillina)
  • Mycobacterium tuberculosis (resistente a più farmaci)

Cosa fare dunque per arginare l’insidia della resistenza agli antibiotici? Ecco le principali modalità:

  • Completare l’intero ciclo di ogni antibiotico prescritto dal medico in modo che possa essere completamente efficace. Ciò non aumenta la resistenza
  • I medici dovrebbero evitare di prescrivere gli antibiotici quando non necessari. Spesso i dottori, temendo reazioni brusche dei pazienti, prescrivono farmaci anche quando non c’è bisogno. Molti pazienti, infatti, si aspettano la prescrizione anche per curare una malattia virale
  • Lavarsi spesso le mani e medicare bene le infezioni

A molti sembrerà strano ma i luoghi dove si concentra una maggiore trasmissione di batteri sono gli ospedali. E’ opportuno perciò che gli operatori sanitari adottino tutte le precauzioni per evitare le infezioni, come lavare le mani prima e dopo il contatto con il paziente.

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