Suore sfruttate da cardinali e vescovi: articolo shock dell’Osservatore Romano

By | 2 marzo 2018

suore-lavoro-gratisSuore umiliate e trattate come domestiche da cardinali e vescovi. Non è una bufala. Lo testimonia l’articolo intitolato ‘Il lavoro (quasi) gratuito delle suore’ apparso nel supplemento ‘donne chiesa mondo’ dell’Osservatore Romano. L’articolo è stato scritto da Marie-Lucile Kubacki e riapre il dibattito sulle condizioni di una parte del personale ecclesiastico, ovvero le suore a servizio di prelati e cardinali.

Servizio domestico poco riconosciuto

Nell’inchiesta pubblicata nel supplemento dell’Osservatore Romano si legge che suor Marie è arrivata a Roma da un ventennio (prima viveva in Africa) e dedica la sua vita ad accogliere le religiose che arrivano nella ‘città eterna’ da ogni parte del mondo. Dopo tanti anni, suor Marie ha deciso di raccontare quello che vede e sente. Dichiarazioni scomode, che gettano senz’altro ombre sulla Santa Sede.

‘Ricevo spesso suore in situazione di servizio domestico decisamente poco riconosciuto. Alcune di loro servono nelle abitazioni di vescovi o cardinali, altre lavorano in cucina in strutture di Chiesa o svolgono compiti di catechesi e d’insegnamento. Alcune di loro, impiegate al servizio di uomini di Chiesa, si alzano all’alba per preparare la colazione e vanno a dormire una volta che la cena è stata servita, la casa riordinata, la biancheria lavata e stirata… In questo tipo di servizio le suore non hanno un orario preciso e regolamentato, come i laici, e la loro retribuzione è aleatoria, spesso molto modesta’, ha rivelato la suora africana.

Suore mangiano sole, in cucina

Quello che rende più triste suor Marie, però, è che le religiose non vengono mai invitate da vescovi e cardinali a mangiare con loro: ‘Un ecclesiastico pensa di farsi servire un pasto dalla sua suora e poi di lasciarla mangiare sola in cucina una volta che è stato servito? È normale per un consacrato essere servito in questo modo da un’altra consacrata? E sapendo che le persone consacrate destinate ai lavori domestici sono quasi sempre donne, religiose? La nostra consacrazione non è uguale alla loro?’.

Il timore di parlare

Secondo la religiosa, molte suore sono irritate, frustrate e stanche della loro condizione. Una vita di angherie e lavoro, tanto lavoro, tra l’altro sottopagato. Le suore, però, ‘hanno paura di parlare perché dietro a tutto ci possono essere storie molto complesse. Nel caso di suore straniere venute dall’Africa, dall’Asia e dall’America latina, ci sono a volte una madre malata le cui cure sono state pagate dalla congregazione della figlia religiosa, una fratello maggiore che ha potuto compiere i suoi studi in Europa grazie alla superiora’.

Sciogliere il nodo, ovvero ribellarsi, vuol dire abbandonare tutta una serie di privilegi per i loro familiari. Ecco perché molte suore preferiscono tacere. Suor Marie spiega al riguardo: ‘Spesso provengono da famiglie molto povere dove i genitori stessi erano domestici. Alcune dicono di essere felici, non vedono il problema, ma provano comunque una forte tensione interiore’.

Ansiolitici per superare lo stress

Lo stress arriva a livelli tali da portare molte religiose ad assumere ansiolitici. E’ difficile condurre una vita piena di lavoro e sacrifici. Attività al servizio di religiosi influenti svolte quasi gratis.

Suor Paule, religiosa che svolge mansioni prestigiose nella Chiesa, afferma che le suore spesso ‘non hanno un contratto o una convenzione con i vescovi o le parrocchie con cui lavorano, quindi vengono pagate poco o per niente. Così accade nelle scuole o negli ambulatori, e più spesso nel lavoro pastorale o quando si occupano della cucina e delle faccende domestiche in vescovado o in parrocchia. È un’ingiustizia che si verifica anche in Italia, non solo in terre lontane’.

Adesso si attendono lumi dal Vaticano. Arriveranno?

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