Tari gonfiata: per anni pagata il doppio per un errore

By | 11 novembre 2017

Notizie allarmanti per i cittadini, sembra che la Tari sia stata gonfiata e per anni pagata il doppio per un errore!
Ebbene si, almeno negli ultimi 5 anni infatti, la Tari, ossia la tariffa sui rifiuti, pare sia stata pagata dai contribuenti fino al doppio del suo importo, in molte città italiane, da Milano fino a Napoli.
Prezzi molto più alti per la Tari, a causa di un errore di calcolo dei Comuni, sulla quota variabile della bolletta. Ma andiamo a scoprire tutti i dettagli …

La Tassa sui rifiuti

Sembra infatti che i cittadini di molti comuni nostrani, abbiano pagato ben oltre il dovuto per la Tari, applicata da ogni Comune, negli ultimi 5 anni, a causa di un errato calcolo, derivante da un conteggio sbagliato della quota variabile del tributo, che ha comportato prelievi superiori rispetto al dovuto, fino anche al doppio.
A denunciare il fatto è la “Repubblica”, che ha riportato quanto emerso durante un “question time”, svoltosi alla Camera, a cui ha risposto il sottosegretario all’Economia Pier Carlo Baretta.
Pier Carlo Baretta nel corso di un’interrogazione parlamentare del deputato Giuseppe L’Abbate, del Movimento 5 Stelle, nata dalle segnalazioni ricevute da diverse città italiane, in riferimento ad un articolo del “Sole 24 Ore” del 2014, che denunciava il fatto.
Un errore che pare riguarda Comuni di tutta Italia: da Milano a Napoli, da Genova ad Ancona, fino a Catanzaro e Cagliari.

Il calcolo errato

Nel calcolo sbaglio che i cittadini si sono ritrovati in bolletta, oltre alla quota fissa in base ai metri quadri della casa, è prevista un’ulteriore quota variabile, legata al numero degli abitanti della casa. Questa ulteriore quota variabile, è stata moltiplicata nel caso dei conti sbagliati, per ogni singola pertinenza, ossia anche sulla base di garage e cantina. Cioè, ad esempio in un’abitazione di 125 metri metri quadrati, di cui 100 di abitazione, 15 di garage e 10 di cantina, la quota variabile, non è stata pagata una sola volta come previsto per legge, ma tre volte, arrivando a raddoppiare la tariffa.
Baretta, spiegando la normativa vigente, quanto al regolamento della Tares applicabile anche alla Tari, ha precisato che la norma stabilisce che: “le cantine, le autorimesse o altri simili luoghi di deposito si considerano utenze domestiche condotte da un occupante, se persona fisica priva nel comune di utenze abitative” e nel dettaglio “In difetto di tale condizione i medesimi luoghi si considerano utenze non domestiche”.

Le associazioni dei consumatori

Le associazioni dei consumatori, mobilitatesi immediatamente, hanno portato all’attenzione di molti il problema, tanto che il Movimento Difesa del cittadino ha parlato di truffa ai danni dei contribuenti, arrivando a lanciare una campagna dal nome “Sos Tari”, chiedendo ai comuni che hanno applicato la tariffa errata, di rimborsare le famiglie dei contribuenti.
Attraverso gli sportelli posti sul territorio, raccoglierà le denunce dei contribuenti, con cui procedere alla richiesta del rimborso.

Come funziona la Tari

La Tari, la Tassa sui Rifiuti, imposta comunale istituita con la legge di stabilità del 2014, è la bolletta pagata dai cittadini per il finanziamento del servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti.
Questa tassa ha preso il posto della Tares e deve essere pagata da tutti i cittadini che detengono a qualsiasi titolo, vale a dire oltre ai proprietari, anche gli inquilini, locali, abitazioni e aree scoperte che producono rifiuti.
La tassa si compone di una quota fissa che varia in base ai metri quadri e di una variabile, basata sul numero di occupanti dell’utenza a cui si riferisce la bolletta.

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