Aborti calano in Italia ma l’Olocausto silente avanza

By | 12 gennaio 2018

Aborti: calo in ItaliaPer la prima volta, in Italia, diminuisce il numero degli aborti. Lo ha riferito il Ministero della Salute. Sarebbero state meno di 60.000 le italiane che hanno deciso di interrompere la gravidanza nel Belpaese. Il trend del calo degli aborti, registratosi negli ultimi anni, non si è interrotto. Il Ministero ha menzionato dati del 2016, anche se le indagini sono state effettuate fino a ottobre dell’anno scorso. Nel 2016 la diminuzione degli aborti è stata del 3.1% rispetto all’anno prima. In Italia, dunque, le donne non interrompono più la gravidanza come un tempo. Solo 3 minorenni su 1.000 abortiscono nel Bel Paese. Un dato certamente confortante, nonché inferiore rispetto alle altre nazioni dell’Europa Occidentale.

Boom di aborti nel Nord Italia

Il Ministero della Salute, l’anno scorso, aveva anche pubblicato un interessante grafico sul numero degli in Italia. Nel 2015 erano stati praticati 87.639 aborti, ovvero 185 interruzioni di gravidanza ogni 1.000 nascite.

I dati relativi all’aborto, comunque, divergono in base alle regione. E’ certamente nel Nord Italia che vengono effettuate più IVG; seguono Sud, Centro e Isole. Nella relazione annuale al Parlamento è stato indicato anche il ritratto delle donne che, solitamente optano per l’interruzione di gravidanza.

Chi abortisce di più?

Sembra che ad abortire, in Italia, siano le donne appartenenti alla fascia di età 30-34 anni (21,6%); poi quelle nella fascia 35-39 anni.

Sembra stando alle informazioni contenute nel rapporto annuale al Parlamento, sarebbero le donne lavoratrici quelle che scelgono maggiormente di abortire rispetto a chi non lavora, rappresentando il 42%. Le casalinghe che optano per l’IVG sono il 2%.

I dati italiani relativi all’aborto si discostano a quelli mondiali. In molte nazioni, infatti, è ancora elevato il numero delle interruzioni volontarie della gravidanza.

56 milioni di IVG nel mondo

Nel 2016, l’Oms aveva dichiarato che ogni anno, nel mondo, si registrano 56 milioni di aborti: + 6 milioni rispetto ai dati relativi agli ultimi anni del ‘900. Dati sconcertanti spesso ‘velati’ dalle autorità nazionali. Da uno studio portato avanti dall’Oms e dal Guttmacher Institute americano è emerso un quadro sconcertante: nel giro di pochi anni, il numero delle IVG è stato quasi 10 volte superiore all’Olocausto. Un numero agghiacciante, corrispondente all’incirca alla popolazione inglese.

Alla luce di tali dati, possiamo affermare che nel mondo vengono praticati 106 aborti al minuto. Una strage silente che indigna i movimenti pro life, e non solo.

Famiglie occidentali meno numerose

I ricercatori hanno scoperto che il numero degli aborti è in costante aumento nelle nazioni occidentali, dove si pensa generalmente a vivere nell’agio e con pochi figli. Le famiglie occidentali, insomma, sono sempre meno numerose.

Nei Paesi in via di sviluppo, invece, è basso il numero delle IVG. Per evitare un vero e proprio olocausto silenzioso, si dovrebbero promuovere più campagne di sensibilizzazione sull’uso dei contraccettivi, unici strumenti per scongiurare gravidanze indesiderate.

Il caso cinese

Uno dei Paesi in cui si registrano tantissimi aborti, ogni anno, è la Cina. L’abolizione della legge del figlio unico ha quindi influito poco sulle interruzioni delle gravidanza. In Cina si abortisce ancora, ed anche tanto. In tale nazione, ogni anno, gli aborti sono 23 milioni, circa il 50% del dato mondiale.

‘La Commissione per la salute della popolazione nazionale e la pianificazione delle famiglie cinese ha calcolato che 13 milioni di donne abortiscono ogni anno. Un’altra notizia diffusa dai mezzi di informazione ufficiali ha riportato almeno altri 10 milioni di aborti chimici praticati all’interno di strutture non governative. Mancano invece le statistiche sulla percentuale degli aborti forzati’, recita una relazione del Dipartimento di Stato statunitense.

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