Addio a Franco Bomprezzi, giornalista paladino dei disabili: voce dei più deboli

By | 18 dicembre 2014

Addio a Franco Bomprezzi, scrittore e “giornalista a rotelle” come amava definirsi, ironizzando un po’ su stesso.

Bomprezzi è passato a miglior vita presso l’ospedale Niguarda di Milano. L’intellettuale ha passato tutta la sua esistenza a lottare per i diritti dei disabili e dei più deboli. Recentemente era apparso in tv, nel corso di una diretta di Telethon, per rammentare quanto sia importante la ricerca sulle patologie genetiche.

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Bomprezzi era invalido ma amava tantissimo la vita. Era blogger e interista perso. Milano piange un grande uomo che, tra i tanti impegni, era responsabile anche del blog InVisibili sul Corriere della sera.

Franco Bomprezzi, classe 1952, nacque con una grave malattia, l’osteogenesi imperfetta, che lo costrinse a vivere su una sedia a rotelle. Giornalista esperto e zelante, Bomprezzi diventò caporedattore nella sede milanese della Rai.

Nel suo blog, Bomprezzi ha scritto parole toccanti che rappresentano il suo lascito culturale. Le riportiamo: “Definirmi inVisibile è un po’ difficile. In sessant’anni di disabilità a tempo pieno credo di aver vissuto intensamente e in pubblico, senza mai nascondere la mia realtà, ma cercando di viverla con la massima normalità possibile. Oggi ho uno strumento in più, per orientare la bussola dei miei convincimenti rispetto ai diritti e alle opportunità delle persone con disabilità: è la Convenzione Onu, la prima carta dei diritti varata in questo millennio dalle Nazioni Unite. È legge anche in Italia, ma pochi se ne accorgono. Io faccio il giornalista, mi occupo di parole e di pensieri, racconto quello che vedo e cerco di scrivere sempre quello che penso per davvero. Un blog è uno strumento forte e delicato di comunicazione e di dialogo. Dopo l’esperienza del forum “Ditelo a noi” ecco adesso una nuova opportunità per cambiare punto di osservazione sulla realtà. E per dare voce e “visibilità” a tutti coloro che ne avranno voglia e tempo, in modo libero, civile e rispettoso”.

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