Addio a Stefano Rodotà, il ‘Garante’: esimio giurista e politico italiano

By | 23 giugno 2017

Stefano Rodotà è morto, giurista e politico intelligente e coraggiosoIl mondo della politica piange Stefano Rodotà, giurista illuminato che cercò sempre di mostrare il suo punto di vista laico all’interno delle istituzioni italiane. Stefano aveva 84 anni, di cui tanti spesi nell’attività politica. Sempre a sinistra, il politico era un grande fautore delle libertà e della privacy. Non a caso i suoi familiari l’avevano ribattezzato il ‘Garante’. Quattro anni fa, il M5S e alcuni ‘frammenti’ del centrosinistra lo scelsero come candidato al Quirinale. Un politico con la ‘P’ maiuscola ci ha lasciati, ma gli ideali di libertà e di difesa della privacy di Rodotà certamente non moriranno mai.

La sua piccola Cosenza

Stefano Rodotà, classe 1933, si laureò in giurisprudenza all’università ‘La Sapienza’ di Roma, città diversa dalla sua piccola Cosenza, dove nacque e passò i primi anni della sua vita. Proprio a Cosenza Rodotà iniziò ad apprezzare la politica, avvicinandosi al Partito Radicale di Pannunzio con De Mauro e Spaventa. Nonostante ciò rifiutò di candidarsi in Parlamento per i Radicali; preferì accedere nelle liste del Pci. Rodotà approdò alla Camera come membro della Commissione affari costituzionali; poi, nel 1983, diventò presidente del gruppo Misto. Dopo l’addio al Parlamento tornò all’insegnamento universitario ma, nel 1997, riuscì a diventare il primo presidente dell’Autorità per la privacy, carica che ricoprì fino al 2005. Paladino delle libertà, Stefano contestò fermamente il ddl sulle intercettazioni presentato dall’Esecutivo Berlusconi.

Candidato M5S al Quirinale nel 2013

Tante cariche ricoperte, tante battaglie e tanti riconoscimenti quelli ottenuti da Stefano Rodotà, personaggio politico che manifestò fortemente il suo dissenso verso l’atteggiamento di certi colleghi onorevoli e senatori: nel 2013, ad esempio, firmò l’appello di MicroMega per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi.
Se fosse stato per il M5S, Rodotà sarebbe diventato presidente della Repubblica: arrivò terzo alle consultazioni online dei pentastellati. Da precisare, però, che Gino Strada e Milena Gabanelli non vollero candidarsi. Il MoVimento fu l’unico ad appoggiare Rodotà nella corsa al Quirinale. Le elezioni, poi, le vinse Napolitano, ma quella è un’altra storia.

Il ‘Garante’, come lo chiamavano i suoi parenti, se n’è andato. Stefano Rodotà lascia, a 84 anni,  la moglie Carla Pogliano e due figli. La camera ardente verrà aperta domani, alle 16, presso nella Sala Aldo Moro di Montecitorio e resterà aperta fino alle 19 di domenica. Se n’è andato il primo, vero, garante dei dati personali italiano. La politica era una delle grandi passioni di Rodotà, così come l’insegnamento. Il giurista di Cosenza insegnò in Italia ma anche all’estero. Notevole è stato il suo apporto al diritto costituzionale. Chi scrive non dimenticherà mai le sue illuminanti spiegazioni, contenute nei manuali di diritto costituzionale. Pensare a Rodotà, in un certo senso, rievoca anche gli anni spensierati dell’università, quando si dissertava per ore ed ore con gli amici sui diritti e le libertà.

L’attuale presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha sottolineato le ‘alte doti morali e l’impegno di giurista insigne, di docente universitario, di parlamentare appassionato e di prestigio e di rigoroso garante della privacy. La sua lunga militanza civile al servizio della collettività è stata sempre contrassegnata dalla affermazione della promozione dei diritti e della tutela dei più deboli’. Rammaricato per la dipartita di Stefano Rodotà anche il premier Gentiloni, che su Twitter lo ha ricordato con queste parole: ‘Grande giurista, intellettuale di rango, straordinario parlamentare. Una vita di battaglie per la libertà’.

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Ha espresso il suo cordoglio per la morte del giurista cosentino anche il presidente del Senato Piero Grasso, che ha ricordato la straordinaria capacità di Rodotà di affrontare con un linguaggio semplice tematiche arzigogolate.

La Redazione di zz7 porge le sue sentite condoglianze ai familiari di Stefano Rodotà.

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