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American Horror Story Hotel Recensione Pilot: Inside Gaga’s Role!

maxresdefaultPresa dalla curiosità di sondare le capacità attoriali di Lady Gaga, ho deciso, a posteriori, di prendere visione di American Horror Story Hotel, ultima versione dell’antologica serie che ha dato vita agli incubi più infestanti.

Il preludio odora di déjà-vu. Già nei primissimi secondi, siamo catapultati tridimensionalmente in un Hotel lussuoso e, già dopo qualche minuto, ci sembra di aver sbagliato serie e di aver ripescato la serie flop 666 Park Avenue, con alcuni risvolti orrorifici simili ad Ahs Hotel. Le protagoniste dei primi istanti sono le classiche bionde “oche” e malcapitate che, con la loro strafottenza, si guadagnano un “trattamento di favore” nell’Hotel degli orrori. Non so se avete notato la citazione a Shining, ma il corridoio dispersivo, i numeri delle stanze ed i bambini che corrono al suo interno sono un chiaro riferimento al cult.

Comprendiamo ben presto come la stanza 64 sia quella degli orrori per antonomasia. Onestamente non sopporto l’idea che sul materasso possa esserci il capello di qualcun’altra, figuriamoci l’olezzo di un essere abnorme (simile alle creature urlanti di Silent Hill). Anche i bambini deceduti fanno del loro ed, attorno ad uno di loro, Holden, si snoda gran parte della trama, intuiamo fin da subito, di American Horror Story Hotel.

Dopo aver ben compreso come gli ospiti di quell’Hotel difficilmente usciranno vivi dalla loro stanza d’albergo, conosciamo il Detective, centrale nella comprensione della storia, alle prese con un omicidio che ci ricorda i quadri macabri di Hannibal (la serie). Ovviamente, i dettagli splatter non mancano, in una di quelle serie che ha sempre fatto spavento, ma anche vero e proprio ribrezzo. La storia del Detective, tuttavia, e’ molto più profonda e sentimentale di quanto si immagini. Il suo matrimonio si e’ deteriorato quando, un giorno come tanti altri, ha perso suo figlio, Holden, alle giostre. La moglie lo ha lasciato a causa della grande somiglianza tra lui ed il piccolo. Recatosi nell’Hotel, spinto da una telefonata del Killer che gioca con lui tanto quanto Hannibal con il detective della prima stagione della serie, egli riconosce in uno dei bambini fantasma dell’Hotel il figlio Holden e, poco più tardi, e’ Gaga a confermarci la sua identità. Cosa gli accadde molti anni prima? Lo scopriremo sicuramente nei prossimi episodi.

A proposito di Gaga. Entriamo con lei nella parte più perversa e sado dell’episodio. Charmante, seduttiva ed altera, Gaga condivide il letto ed il vizio dello “sgozzamento” col suo compagno libertino  (Matt Bomer) ed e’ la vera e propria regina, assolutamente senza pietà, dell’Hotel. Con un solo colpo d’unghia può porre fine ad una vita. 

La conosciamo quando attira una coppia in un seduttivo e perverso gioco erotico a quattro nell’Hotel. La sua eccitazione per il sangue e l’assenza di ogni tipo di moralità ne fanno uno dei personaggi più inquietanti del Pilot. E’ LA CONTESSA.

Al contrario Kathy Bathes, la portinaia, non ha da sempre fatto parte dell’Hotel degli orrori. Ne fa parte da quando il figlio vi muore dopo un’overdose di droga, causata dalla evanescente e sofferente Hypodermic Sally, interpretata dalla bravissima Sarah Paulsen, uno dei personaggi che ci appaiono già profondamente feriti, complessi e dal passato misterioso ed interessante.

Sicuramente Gaga ha sostituito l’eleganza crudele della Lange con la fredda “sfrontatezza della Popstar”, visibilmente provocatoria, austera e a tratti volutamente volgare, ma sicuramente azzeccata all’interno dell’intricata storia di orrori ed omicidi dell’Hotel più terrificante della storia telefilmica. Posto che per me non sarà facile prenotare una stanza d’albergo d’ora in poi, ho tantissima voglia di continuare la visione di American Horror Story Hotel. E voi?

 

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