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Antonio Albanese: ultimo film è ‘Contromano’, immigrazione e tolleranza

antonio-albanese-ultimo-filmL’immigrazione e l’integrazione sono due aspetti importanti affrontanti da Antonio Albanese nel suo ultimo film, ‘Contromano’, che uscirà nelle sale italiane il prossimo 29 marzo 2018. Temi importanti e attuali affrontati in modo diverso, certamente intimistico. Albanese ha parlato molto della sua ultima fatica dietro la macchina da presa a ‘Effetto Notte’, confessando che sposa in pieno la visione di Papa Francesco sui migranti.

Film diretto e interpretato da Antonio Albanese

“Di alcuni passi del Papa condivido non ‘quasi tutto’, ma tutto. Addirittura in alcuni dei suoi discorsi sembra di sentire il soggetto di questo film, soprattutto quando parla di accoglienza e di abbandonare la diffidenza. Noi italiani dobbiamo essere orgogliosi di avere accolto un grande numero di immigrati. Certo, prevale la paura. Succede come quando una mamma dice al proprio bambino di stare attento perché arriva il lupo: è sbagliatissimo, ma è un meccanismo che purtroppo funziona sempre. Inoltre, il 2016 è stato l’anno col più basso numero di crimini nella storia di questo paese, ma la percezione è che avvenga esattamente il contrario”, ha detto Albanese durante l’intervista a ‘Effetto Notte’, esprimendo la sua opinione sull’accoglienza degli stranieri. E proprio di accoglienza, tolleranza e integrazione tratta ‘Contromano’, la nuova pellicola diretta e interpretata da Antonio Albanese. Nel cast anche attori del calibro di Stefano Bises, Marco D’Ambrosio e Andrea Salerno.

Doppio viaggio, dall’Italia al Senegal

‘Volevo raccontare le contraddizioni e le paure contemporanee attraverso la storia di un doppio viaggio, dall’Italia al Senegal, ma anche nei sentimenti di persone differenti che vedono, giustamente, la realtà da punti di osservazione opposti’. C’era il rischio di cadere nella retorica, in qualcosa di trito e ritrito. Invece no. Se Albanese ha già vinto è dovuto al modo in cui ha trattato l’argomento.

Antonio ha scelto il modello intimista, ha raccontato una storia particolare che vede protagonisti il serio e pignolo Mario Cavallaro e l’immigrato Oba. Due persone così diverse e uguali. Ambedue sono sole. ‘Per Mario l’avventura assurda di riportare in Senegal Oba e sua sorella Dalida è l’occasione per capire che quelle persone sono esseri umani, esattamente come lui’, spiega il regista di ‘Contromano’.

Mario Cavallaro scopre in Senegal che in quelle terre vivono persone che hanno sogni, aspirazioni e desideri. Persone che si emozionano e hanno un cuore. ‘Oba, Mario e Dalida sono tre maschere contemporanee, nel loro continuo rapportarsi c’è la realtà di oggi, di cui tutti facciamo parte… Credo nella possibilità di sostenere gli extracomunitari aiutandoli a star meglio nelle loro terre. Mi aveva colpito un progetto di Slow Food: creando 10mila orti nei villaggi africani si potrebbe dare da mangiare a 40mila persone. Un ettaro di terra, insieme alle spiegazioni per metterlo a frutto nel modo migliore, potrebbero servire a raggiungere dei risultati. Dobbiamo imparare ad accettare il nuovo mondo in cui viviamo e l’unico modo per farlo è attraverso il dialogo e lo scambio’, dice Albanese.

Antonio Albanese e la passione per la scrittura

‘Contromano’ uscirà tra qualche giorno, in un momento particolare sul versante politico. In Italia non è stato eletto ancora un premier ma è chiaro che viviamo in un’epoca piena di antitesi. ‘Non do consigli, racconto semplicemente un rapporto che si stabilisce tra persone diverse. La cosa che mi fa più paura è sentir parlare di muri, separazioni che generano rabbie, vendette, malumori difficili da sradicare’, dice Antonio che, dopo il grande successo ottenuto con ‘Come un gatto in tangenziale’, è tornato dietro la macchina da presa: “Ho aspettato un po’ di tempo per tornare dietro la macchina da presa, volevo imparare più cose tecniche, e comunque girando Contromano ho capito che la regia mi piace come la recitazione”.

Forse non tutti sanno che oltre alla regia e alla recitazione, un’altra grande passione di Antonio Albanese è la scrittura: “Il mio ultimo libro ‘Lenticchie alla julienne’ è nato dal gioco di leggere le ricette che facevo con gli amici. Credo che su tanti cuochi potrebbe avere un effetto salvifico, fa capire che stanno un pochino esagerando. Lo sa che la ricetta del brodo alla griglia esiste davvero? Fanno un brodo, lo congelano, poi lo riscaldano e poi lo fanno rosolare. Beh, se uno fa una cosa così, vuol dire proprio che è un uomo solo”.

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