Bauli inaugura fabbrica croissant in India: azienda italiana si rafforza

By | 5 novembre 2017

Bauli crea stabilimento a Baramati, in IndiaBauli cresce e si rafforza investendo anche all’estero. D’ora in poi anche gli indiani potranno gustare i gustosi dolciumi italiani perché Bauli ha inaugurato la sua prima fabbrica a Baramati. L’investimento iniziale è pari a 34 milioni di euro, ovvero la prima tranche di un progetto quinquennale di 80 milioni di euro. La notizia dell’inaugurazione del primo stabilimento del colosso alimentare italiano in India è stata confermata da un portavoce dell’azienda, che collabora in India con Dream Bake dal 2009. Michele Bauli, vicepresidente esecutivo dell’azienda italiana ha detto: ‘Questo è il nostro primo impianto di proprietà completamente fuori dall’Italia’. Il CEO Zancan ha affermato, senza giri di parole, che Bauli vuole fare dell’India, nel prossimo triennio, il secondo maggiore mercato dopo quello italiano. L’impianto inaugurato recentemente a Baramati può sfornare 12.000 tonnellate di croissant. Il numero salirà quando l’impianto sarà a regime. Bauli dunque conquista anche l’India. La presenza dell’azienda italiana nel mondo è abbastanza capillare. Bauli è presente in 70 nazione.

Bauli India bakes & sweets

Il CEO Zancan ha affermato che Bauli ha ottenuto molti successi negli ultimi anni, proponendo 200 prodotti in 70 Paesi. Secondo Zancan si dovrebbe incrementare ancor di più il numero dei prodotti. Bauli attualmente vuole realizzarne altri: ‘Il mercato dei biscotti è molto saturo e non vogliamo fossilizzarci. Stiamo pensando di lanciare dei dolci morbidi il prossimo anno, ma guarderemo anche altri prodotti, possibilmente nel segmento salato’.

Il ‘gigante’ del settore dolciario italiano controlla la Bauli India bakes & sweets, che negli ultimi anni ha registrato fatturati importanti.

‘E’ un investimento di alcune decine di milioni di euro. L’India è un mercato dalle grandi potenzialità, certamente del futuro’, ha affermato il presidente Alberto Bauli.

Bauli è già leader in Italia ma vuole rafforzare la sua presenza all’estero con nuovi stabilimenti. L’azienda italiana ha stanziato molti soldi per realizzare il polo indiano, cerca che, nei prossimi anni, l’investimento si rivelerà proficuo.

I ricavi di Bauli, l’anno scorso, si sono attestati a 447 milioni di euro e l’utile netto a 4,2 milioni.

Il patrimonio netto di Bauli supera i 100 milioni di euro ma il debito è aumentato (ammonta a circa 75 milioni di euro) a causa degli investimenti. Un bel periodo insomma per l’azienda veronese. Per una società che ride, a Verona, ce n’è un’altra che piange. Mentre Bauli gongola, infatti, Melegatti è in crisi. L’azienda nota per i suoi gustosi pandori è ferma da mesi e rischia la chiusura. I dipendenti Melegatti non vengono pagati da tre mesi.

Ruggero Bauli, il ‘padre’ della azienda di Verona

La storia della multinazionale italiana Bauli è ovviamente iniziata com Ruggero Bauli, un giovane alto e nerboruto che, nonostante la sua inesperienza nel nuoto, riuscì a salvarsi in occasione del naufragio del Principessa Mafalda, piroscafo pieno di emigranti italiani.

Il Principe Mafalda s’inabissava e Ruggero Bauli, solo con la sua forza e le sue braccia, riuscì a raggiungere le navi arrivate per soccorrere i naufraghi. Tanti italiani, circa 600 secondo i tabloid brasiliani, non riuscirono a salvarsi. Quel naufragio è stato ribattezzato da molti il ‘Titanic degli italiani’.

Ruggero Bauli aveva lavorato tanto, aveva svolto tanti mestieri, anche umili, per ottenere i soldi necessari per aprire una pasticceria a Buenos Aires.

La Bauli è anche, e soprattutto, Ruggero Bauli. Senza il suo sforzo non sarebbe nato nulla. Oggi invece Bauli è la più grande società italiana di prodotti da forno, che ogni anno registra fatturati da record.

Quando parla di suo padre, il presidente del gruppo, Alberto Bauli, dice: ‘In realtà mio padre Ruggero fu soprattutto un grandissimo pasticcere.Un personaggio che amava il suo lavoro in modo quasi maniacale. La sua passione era la pasta lievitata e il suo sogno quello di produrre il Pandoro di Verona secondo tecniche industriali innovative, ma conservando la consistenza, il sapore e la fragranza della ricetta artigianale’.

Storie vere, storie dell’Italia che conta.

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