Ricostruzione pollice amputato: intervento di oltre 6 ore

By | 4 novembre 2017

Terni, chirurghi riattaccano pollice a un ventenneMiracolo della chirurgia italiana. Un’equipe di chirurghi della struttura complessa di chirurgia della mano e microchirurgia dell’ospedale Santa Maria di Terni è riuscita a ricostruire il pollice della mano di un ragazzo. Sembra che il giovane si fosse amputato il dito mentre usava un elettroutensile. L’operazione è riuscita alla perfezione e sia i chirurghi che il paziente sono gioiosi. Un comunicato del nosocomio ternano riporta che ‘il fatto è avvenuto circa 10 giorni fa, ed oggi i medici esprimono ottimismo riguardo al buon esito della vicenda. Il giovane umbro, dopo essersi recato all’ospedale della zona di residenza, data la gravità delle lesioni, era stato trasferito d’urgenza nella struttura chirurgica di Terni’. I medici Luca Braghiroli e Ivano Talamelli, insieme agli infermieri dell’area ortopedica e agli anestesisti, sono stati in grado di ricostruire tendini, ossa, vasi e nervi del pollice amputato. Ancora una volta, la sanità ternana dà lustro all’Italia. Un team di chirurghi, infermieri e anestesisti è riuscito ad assicurare una vita normale a un ragazzo.

Equipe di chirurgia della mano di altissimo livello

Bisogna fare molta attenzione quando si utilizzano macchinari pericolosi come motoseghe, seghetti e trapani. Il rischio di perdere qualche dito è elevato. Ne sa qualcosa il ragazzo di Terni che, tempo fa, aveva perso il pollice della mano sinistra. Grazie alla tempestività e alla bravura del personale sanitario dell’ospedale Santa Maria, però, è tornato a sorridere.

Il team di chirurgia della mano del nosocomio Santa Maria è indubbiamente una ‘perla’ della sanità umbra. Tre anni fa, i chirurghi ternani avevano riattaccato il pollice della mano a un 54enne di Narni e tutta la mano a un 23enne di Terni.

Anche nelle situazioni più complicate, il nosocomio ha dimostrato di saper mettere in gioco competenze straordinarie.

Un 23enne ternano aveva perso la mano mentre lavorava. L’arto era rimasto intrappolato in un macchinario usato per mescolare i mangimi. Il giovane aveva provato un dolore immenso poiché quella macchina aveva causato, oltre a una forte emorragia, anche gravi danni vascolari, nervosi e scheletrici.

L’intervento orientato a riattaccare la mano al ragazzo umbro, nel 2014, era durato svariate ore. Lo staff di chirurghi aveva sfruttato le nuovissime tecniche microchirurgiche per eseguire un’operazione impeccabile.

Gran parte dei pazienti viene da altre regioni

Il team di chirurgia della mano del nosocomio di Terni è in grado di eseguire, ogni anno, 1.300 interventi. Le operazioni di pazienti che riportano l’amputazione di dita o mani, o lesioni gravi sono un centinaio. Gran parte dei pazienti proviene da altre regioni.

Il direttore generale dell’azienda ospedaliera del capoluogo umbro aveva affermato: ‘Quello di Terni è l’unico centro umbro di chirurgia della mano. La struttura richiama pazienti dall’intero territorio regionale ed è punto di riferimento anche per il Centro Italia per l’alta specialità e per le prestazioni di Pronto soccorso, per le quali lavora in pronta reperibilità h24, come dimostrano anche i due interventi di reimpianto eseguiti nei giorni scorsi’.

Sono passati tre anni dalle parole del direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni ma la sanità umbra continua ad eccellere e fornire ai pazienti prestazioni ottime.

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