Bottiglie di plastica non vanno riempite una seconda volta

By | 6 luglio 2017

Bottiglie d'acqua di plastica non sono riutilizzabili una seconda voltaLe bottiglie di plastica non andrebbero riempite una seconda volta. Specialmente nella stagione estiva, dopo l’acquisto di una bottiglia d’acqua di plastica si è tentati di riempirla nuovamente, magari da una fontanella. Ebbene, secondo gli esperti le bottiglie di plastica non vanno assolutamente riempite seconde, terze e quarte volte. Tale gesto è pericolo. Il motivo? Si dà il caso che tali contenitori di plastica contengano il Bisfenolo A, una sostanza che rende inutilizzabili altre volte le stesse bottiglie. Ma non è solo questa la ragione per cui le bottigliette di plastica non dovrebbero essere utilizzate una seconda volta, quindi riempite nuovamente con acqua o altri liquidi. In realtà, tali contenitori non sono concepiti per il riutilizzo. Col passar del tempo vi si depositano molti microbi, quindi i rischi per la salute di adulti e bimbi aumentano non poco.

Preferire bottiglie di vetro

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Gli esperti raccomandano di non utilizzare le bottiglie di plastica più di una volta e se proprio non si può fare a meno del riutilizzo bisogna moderarsi. In verità, sarebbe bene evitare l’acquisto delle bottiglie di plastica, preferendo quelle di vetro ma se, per qualche motivo, siete dei patiti della plastica, non utilizzate più di una volta i contenitori formati da tale materiale. Ne va della vostra salute. Le bottiglie di vetro, a differenza di quelle di plastica, si possono lavare meglio e riutilizzare in massima sicurezza, evitando il rischio di microbi e batteri. Bisogna sempre fare attenzione all’igiene, specialmente se in casa ci sono bimbi piccoli. Bottigliette di plastica sì, ma senza un secondo utilizzo. In poche parole, dopo aver bevuto tutta l’acqua presente nella bottiglia, dovreste subito riciclare la plastica, evitando di riempire nuovamente il contenitore e bere.

Negli ultimi tempi, molti siti e tabloid hanno puntato l’indice verso le bottiglie di plastica e i pericoli derivanti dal riutilizzo. Molti ricercatori ritengono che, se usate di nuovo, tali contenitori possano rilasciare la sostanza nociva Bisfenolo A. In realtà bisogna fare alcune precisazioni. Il Bisfenolo A (BPA) non si trova nelle nuove bottiglie in PET. E’ emerso da numerosi accertamenti effettuati sulle acque minerali contenute in tali borracce. Alcuni studiosi hanno scoperto che la suddetta sostanza si trova specialmente in alcuni biberon per bimbi e in un modello di ciuccio. Nonostante l’assenza del Bisfenolo A nelle bottiglie di plastica in PET, tali contenitori sono stati concepiti per non essere utilizzati più di una volta. La stragrande maggioranza delle persone, però, se ne infischia e, soprattutto in estate, riempie in modo spregiudicato bottiglie e bottigliette di plastica. Abitudine a dir poco erronea. La ragione risiede nel fatto che l’utilizzo prolungato altera le caratteristiche chimiche e tecniche di tali contenitori e, dunque, il contatto della plastica con gli alimenti diventa più forte. Avete mai percepito un certo sapore di plastica nell’acqua dopo aver riempito la bottiglia più volte?

L’igiene in primis

L’igiene è uno dei principali fattori per cui non si dovrebbero usare una seconda volta le bottiglie di plastica contenenti acqua. Ciò per evitare contaminazioni microbiche che potrebbero causare effetti indesiderati. Le bottiglie di vetro sono preferibili perché possono essere lavate accuratamente e alle alte temperature, quindi diventano, senza dubbio, più pulite. Ovviamente, le aziende che vendono le bottiglie d’acqua in plastica dicono ai consumatori che non corrono nessun pericolo. Non è così, o meglio è vero in parte. E’ indubbio che bere l’acqua dalle bottiglie di plastiche non è un’abitudine così sana. Oggi, comunque, non si può fare a meno della plastica, che è diventato il materiale più sfruttato al mondo, addirittura di più del legno, della pietra e del cemento. Grazie a tale materiale, le multinazionali guadagnano miliardi di euro, quindi è impossibile, almeno per ora, vivere in un mondo privo di plastica. Ci sono cose, però, che le aziende non dicono riguardo alla plastica.

Non tutti sanno che solo il 10% della plastica viene riciclato e che il processo di riciclo di tale 10% non è rispettoso dell’ambiente, in quanto vengono utilizzate sostanze chimiche. Ogni giorno nel mondo vengono gettati circa 67 milioni di bottiglie di plastica. In poche parole, il mondo si sta riempiendo di plastica e nessuno fa nulla. Vi sono certe certe zone del mondo totalmente piene di tale materiale che galleggia. Ciò è inquietante e dannoso per molte specie di pesci e uccelli. Insomma, il cinismo dell’uomo sta lentamente devastando il pianeta. Ma questo già si sapeva. Non è una novità. Bevendo acqua contenuta nelle bottiglie di plastica, secondo il dottor Mercola, si assumono nell’organismo anche sostanze nocive. Il medico sostiene, inoltre, che il 40% dell’acqua contenuta nei recipienti di plastica è acqua di rubinetto: nell’etichetta apposta sulle bottiglie sono indicate sostanze come fluoro e cloro, con alto residuo fisso. Ebbene tali composti sono presenti anche nella ‘normale’ acqua che sgorga dai rubinetti di casa.

C’è chi sostiene che nessuno tenta o ha mai tentato di boicottare le bottiglie di plastica e la loro commercializzazione perché dietro c’è un mercato fiorente, che fa arricchire molte lobbies. Nessuno, dunque, attualmente è disposto a finanziare uno studio sui pericoli derivanti dalle bottiglie di plastica. Ecco, dunque, perché ancora oggi non c’è una prova scientifica sulla nocività di tali recipienti. La gente continua a rischiare e tanti proseguono ad arricchirsi.

Riepilogando, le ragioni per cui non bisognerebbe bere l’acqua contenuta in bottiglie di plastica sono varie, essenzialmente igieniche e correlate a sostanze tossiche. Secondo esperti e medici, il Bisfenolo A causa una serie di problemi di salute, come la pubertà precoce delle ragazze, indebolimento del sistema immunitario, tumore alla mammella e alla prostata, diabete e obesità. Le neo mamme devono ricordare che sarebbe meglio non allattare i piccoli con biberon di plastica, evitando così il pericolo BPA. Un rischio derivante dalla plastica, inoltre, è rappresentato dagli ftalati, sostanze che, in base a recenti studi, alterano il sistema endocrino e, quindi, sono alla base di disturbi come la forte riduzione degli spermatozoi e tumore al fegato. Da alcune ricerche, inoltre, è emerso che le donne incinte più esposte agli ftalati rischiano di partorire prematuramente rispetto alle altre; inoltre i figli corrono il pericolo di essere effeminati per un ridotto quantitativo di testosterone.

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