Calo dell’udito associato alla demenza senile: l’importanza degli apparecchi acustici

By | 8 dicembre 2017

L’udito è strettamente connesso all’attività cerebrale ma molti lo ignorano. Il nostro benessere fisico e mentale si nota anche dalla qualità dell’udito. Se c’è ipoacusia, dunque, bisogna preoccuparsi. I medici sostengono che una diminuzione dell’udito è associata a un rischio 3 volte maggiore di sviluppare forme di demenza; inoltre 3 pazienti su 4 con deficit cognitivo hanno problemi di udito. Nel mondo sono oltre 360 milioni le persone che fronteggiano cali di udito, mentre sono 47 milioni quelle con qualche forma di demenza.

Calo di udito trascurato dai pazienti

La popolazione mondiale invecchia, quindi, secondo gli esperti, nei prossimi 30 anni il numero delle persone con problemi di udito e demenza raddoppierà o triplicherà.

Una delle principali criticità, quando si parla di ipoacusia, è che le persone trascurano il calo di udito, pensano che sia un problema che si risolverà da solo. Spesso i pazienti non se la sentono di affrontare il disturbo, o si vergognano di usare un dispositivo acustico.

Camillo Marra, docente di Neurologia all’Università del Sacro Cuore di Roma, ha spiegato che vivere con problemi di udito favorisce probabilmente il declino cognitivo. In altre parole, chi soffre di ipoacusia deve aspettarsi la demenza.

Sordità e demenza senile: i test audiometrici

C’è una correlazione tra sordità e demenza senile. Lo dicono gli specialisti.

Tanti medici, come il professor Alessandro Martini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze ed Organi di Senso dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, ricordano che i caso di problemi di udito bisogna sottoporsi a test audiometrici ed eventualmente usare apparecchi acustici.

Preservare il benessere dell’udito

Il benessere dell’udito va preservato con uno stile di vita sano. Il calo di udito si manifesta generalmente in età avanzata. Chi inizia a non sentire bene i suoni deve subito recarsi dal medico, se non vuole essere ‘assalito’ precocemente dalla demenza.

Alcuni ricercatori ritengono che la demenza arriva in caso di calo dell’udito perché il cervello tende ad usare reti neuronali aggiuntive per controbilanciare la perdita di udito.

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