Cozze e vongole cucinate male, epatite A imperversa a Napoli

By | 18 settembre 2017

Cozze e vongole cucinate male: boom casi epatite A a NapoliCi sarebbero diversi fattori alla base del boom di casi di epatite A che si sono registrati negli ultimi mesi a Napoli. A confermare l’escalation di casi, in questi mesi, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, sono stati i medici dell’ospedale Cotugno di Napoli. Sembra che in tale nosocomio, da gennaio a luglio di quest’anno siano diagnosticati un centinaio di casi di epatite A, ovvero il triplo di quelli accertati l’anno scorso. Da cosa dipende tutto ciò? Per i sanitari del Cotugno sarebbero diverse le ragioni della recrudescenza delle diagnosi, come la scarsa igiene (ad es. non lavarsi le mani dopo essere andati alla toilette) e le erronee abitudini alimentari (ad es. cuocere male cozze e vongole o, in generale frutti di mare e pesci). Il problema è che molte persone di Napoli si sono ammalate dopo aver mangiato al ristorante. Ciò significa che in molti ristoranti, spesso, non si cucina il pesce correttamente.

Cozze e vongole: gustose ma insidiose

Soprattutto in estate, a Napoli e in Campania si mangiano molti frutti di mare, come cozze e vongole. Sono alimenti molto nutrienti e gustosi che, però, nascondono molte insidie. L’anno scorso, il ricercatore Andrea Ghiselli aveva riferito ai microfoni del Corriere della Sera: ‘Cozze e vongole contengono una buona quantità di proteine (10% circa), vitamina B12, sali minerali come ferro (6 milligrammi per 100 grammi, circa il doppio di quello contenuto nella carne rossa), fosforo, potassio, zinco, magnesio, selenio. Hanno un bassissimo contenuto di grassi (1-2%) e un ridotto apporto calorico (circa 70-80 calorie per 100 grammi)’.

Anche se cozze, vongole e altri frutti di mare contengono molti nutrienti bisogna fare attenzione perché rappresentano cibi temibili in quanto vettori di patologie come salmonellosi, epatite A ed enterite. I frutti di mare sono filtratori, ovvero distillano l’acqua per estrarne nutrienti. Tutto ciò può rappresentare un serio dilemma se il mare in cui vivono non è pulito, ed oggi, purtroppo, le acque pulite sono poche.

Come evitare l’epatite A?

Per evitare il rischio di serie malattie come l’epatite A occorre sempre accertarsi della qualità di cozze e vongole e, soprattutto, delle modalità di cottura. I frutti di mare vanno ben cotti. Ghiselli ha spiegato: ‘Durante la cottura, i gusci si apriranno per azione dell’elevata temperatura e bisognerà scartare quelli rimasti chiusi, segno che non è arrivato calore sufficiente a farli aprire e quindi anche a uccidere gli eventuali patogeni presenti’.

In linea di massima, cozze, vongole e frutti di mare non dovrebbero essere consumati dagli immunodepressi e dalle donne incinte perché, anche dopo la cottura, potrebbero esserci dei patogeni.

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