Ecografie nello studio del medico di famiglia: meno gente al Pronto soccorso

By | 26 marzo 2018

ecografia-medico-pronto-soccorsoIn futuro ci si potrà recare tranquillamente dal medico di famiglia per un’ecografia. E’ stata raggiunta, dopo un decennio, l’intesa con i medici di famiglia. I sindacati di categoria e la Sisac (struttura di parte pubblica preposta ai rapporti in convenzione) rinnoveranno il prossimo 29 marzo 2018, salvo imprevisti, il contratto nazionale. Durante l’incontro si parlerà anche della possibilità per i pazienti di sottoporsi ad accertamenti diagnostici negli studi dei medici di base. L’obiettivo è ridurre il numero degli accessi inopportuni al Pronto soccorso, accorciare le liste d’attesa e gestire meglio i pazienti cronici.

Il nuovo ruolo dei medici di famiglia

I medici di famiglia avranno presto un ruolo primario nella diagnostica di primo livello, potendo effettuare ecografie nei loro studi. E’ previsto l’utilizzo di ecografi sofisticati e nuovi che possono accertare numerose malattie ed evitare il ricorso alle strutture territoriali. Quali sono gli accertamenti diagnostici di primo livello? Ecco un breve elenco:

  • Ecografia del collo
  • Ecografia all’addome
  • Ecografia del muscolo tendineo
  • Ecografia del polmone
  • Ecografia della mammella

Pagamento del ticket

Siccome l’ecografo è un apparecchio che può essere usato solo da persone competenti, nella convenzione è stato previsto che in numerosi studi medici ci dovrà essere un sanitario abilitato all’utilizzo del succitato strumento. L’esame diagnostico presso lo studio del medico di famiglia presuppone il pagamento di un ticket la cui entità probabilmente sarà inferiore a quella attuale. La nuova disciplina recherà indubbiamente vantaggi ai pazienti, che non dovranno più attendere molto tempo prima di un esame diagnostico di primo livello. Non solo: i pazienti non dovranno più prenotare le visite e recarsi nei poliambulatori, spesso molto distanti dalle loro abitazioni.

Cos’è l’ecografia?

L’ecografia o ecotomografia è un accertamento diagnostico che poggia sugli ultrasuoni e la loro emanazione nel corpo. Tale esame ha iniziato a farsi strada in Italia negli anni ’70 specialmente tra oculisti, cardiologi e ginecologi. Alla base delle ecografie ci sono gli ultrasuoni ovvero onde meccaniche connotate da un moto oscillatorio che finisce nel corpo umano. Poiché ogni tessuto e organo umano ha una densità differente, sarà diverso anche l’invio degli ultrasuoni. Ecco perché non tutte le immagini hanno la stessa nitidezza.

Ormai non si può fare più a meno delle ecografie. Oggi in Italia gli ecografi sono presenti dappertutto, sia negli studi degli specialisti che nei poliambulatori. In alcune strutture sanitarie ci sono apparecchi molto sofisticati che permettono di effettuare diagnosi straordinarie e precise. In ogni città i pazienti possono trovare luoghi dove sottoporsi ad esami diagnostici di primo livello. Chi vive a Milano, ad esempio, può rivolgersi al Gruppo Humanitas o al Centro Medico Sant’Agostino; i pazienti romani che hanno bisogno di un’ecografia, invece, si possono affidare al Centro diagnostico sabino o al gruppo NSL Italia.

La pecca dell’ecografia

L’ecografia è certamente uno dei primi metodi di esame approfondito del corpo umano. Unico neo è l’impossibilità di esaminare le ossa, quindi sono escluse dagli accertamenti sia le strutture interne alla scatola cranica che l’intera struttura scheletrica. Oggi gli specialisti si avvalgono delle ecografie per esaminare l’addome (reni, pancreas, fegato, milza, etc.), il collo (linfonoidi e tiroide), le arterie e le vene (aorta, carotidi, etc.) la pelvi (ovaie, prostata, vescica e utero) e l’apparato muscolare (legamenti, muscoli e tendini).

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