Ed Wood

By | 3 ottobre 2013

Ed Wood, padre del b-movie

Ed Wood è considerato ormai da molti padre del b-movie, per la sua ostinazione di voler far cinema a tutti i costi, senza l’utilizzo di strumenti tecnici adeguati, senza una particolare capacità alla regia, senza l’appoggio di sceneggiature compiute, ma solo idee strambe, poco ortodosse per i suoi tempi, e probabilmente persino mal poste al pubblico.
Già da piccolo Ed Wood era animato due passioni: l’amore per il cinema e l’ossessione per gli abiti femminili.
Iniziò realizzando dei corti che non riuscì mai a portare realmente a termine per la mancanza di strumenti adeguati, infatti la sua prima opera un western, come era tipico per l’epoca, “The streets of Laredo” rimase incompiuta mancando tra l’altro di colonna sonora e di cowboy validi, tanto che lo stesso Wood fu costretto a rivestire il ruolo di attore pur senza saper andare a cavallo e nonostante tutto il suo personaggio passò alla storia come unico cowboy appiedato. Perseverando nella realizzazione di corti con mezzi di fortuna senza mai poter attingere a budget sufficienti, vedasi “The sun was setting” un corto dalle tinte drammatiche, Ed Wood arriva a realizzare comunque il suo primo lungometraggio nel 1954 intitolato “Glen or Glenda”, indefinito titolo che esprime bene le incertezze del protagonista – Ed Wood stesso – che da uomo ben fatto e formato se ne va in giro con parrucche di boccoli biondi e pomposi maglioncini d’angora, tutti sfoggiati con innaturale tranquillità.
Si apre così un nuovo periodo impreziosito dalla presenza di Bela Lugosi, che per gravi problemi economici è costretto ad accettare ruoli assai marginali. Tra i due comunque si dice sia nata una vera amicizia.
Morirà nel 1978 all’età di 54 anni con gravi problemi di alcol e una situazione economica per nulla felice, ma lasciando una personalissima eredità al cinema internazionale, tanto che qualche tempo fa Tim Burton ha voluto dedicargli un film laconicamente e inequivocabilmente intitolato “Ed Wodd”, un omaggio alla vita travagliata eppure animata dall’arte cinematografica di un regista, che, ancora oggi se ne discute, è forse il peggior regista della storia.

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