Nosferatu

By | 30 settembre 2013

Nosferatu, falso d’autore

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Nosferatu è il nome del celebre vampiro reso famoso da Friedrich Wilhelm Murnau, regista tedesco che nell’ormai lontanissimo, cinematograficamente parlando, 1922 realizzò l’omonima pellicola.
L’opera di Murnau era inizialmente ispirata al romanzo di Bram Stocker, “Dracula”, ma fu costretto a cambiare nome al protagonista che nella sua versione diventa così “conte Orlok”, con i due famosi incisivi aguzzi in luogo dei soliti canini cui siamo abituati. Anche al resto dei personaggi del romanzo Murnau, ma nonostante l’accorgimento gli eredi dello scrittore intentarono ugualmente una causa contro il regista, il tribunale diede loro ragione e decretò che tutte le copie di Nosferatu fossero distrutte e le copie vennero effettivamente distrutte; tranne una nascosta e salvata proprio da Murnau, che ci ha in tal modo consentito di godere di questo capolavoro del cinema muto assurto a paradigma dell’arte cinematografica espressionista tedesca dell’epoca.
Il titolo Nosferatu sembra derivare da una parola di origine slovacca e significa “non-spirato”, in Slovenia e precisamente nell’affascinante castello di Orava tra l’altro venne girato il film.
A parte le modifiche dei nomi la storia principale non venne granché alterata da Murnau, che fa del suo Nosferatu un conte della transilvania intento ad acquistare proprietà in una città della Germania e così conosce e si innamora di Hellen Hutter – Mina Murray nell’opera di Stocker – interpretata da una splendida attrice dell’epoca Greta Schröder, e fa di tutto per poterla raggiungere, mentre il marito di lei Hutter cerca in ogni modo di ostacolare Nosferatu. Ma alla fine il vampiro non verrà ucciso da mano umana, ma dalla sua stessa brama per la bella Hellen Hutter: infatti egli, imprudente, si attarda con ella fino ai primi raggi del sole che lo trafiggono mortalmente.
Il ruolo di Nosferatu fu interpretato da Max Schrek; intorno alla sua figura nacquero curiose leggende secondo le quali sarebbe stato egli stesso un vampiro, che Murnau trovò proprio in uno dei fatiscenti castelli della transilvania.
Questa singolare diceria venne ripresa da John Malkovich che nel 2000 ispirandosi al capolavoro di Murnau realizzò un film dal titolo “L’ombra del vampiro”.

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