Eric Clapton, presto addio alle scene: “Molto difficile suonare la chitarra”

By | 14 giugno 2016

Uno dei più grandi chitarristi di sempre, Eric Clapton, appenderà probabilmente presto la chitarra al chiodo perché non riesce più a suonare bene, come una volta. Rivelazione indubbiamente sconcertante quella resa da ‘Slowhand’ al magazine Classic Rock in occasione dell’uscita del suo nuovo disco “I still do”. Eric lotta da anni contro una patologia degenerativa che, anni fa, gli ha imposto di annullare diverse tappe della sua tournée. Aveva un forte mal di schiena e non riusciva proprio a suonare. Un paio di anni fa, l’artista aveva detto che si sarebbe ritirato per curare la sua malattia. A quanto pare, ci ha ripensato. Alla rivista Classic Rock, Eric ha confessato:

“Posso ancora suonare ma è molto difficile. Ho avuto un sacco di dolori nell’ultimo anno. Tutto è iniziato con dei forti mal di schiena, che si sono trasformati in quella che viene chiamata neuropatia periferica: è quindi molto difficile suonare la chitarra. Inoltre devo fare i conti col fatto che le cose non miglioreranno”.

Il grandioso chitarrista sa bene di essere un uomo fortunato perché la droga l’avrebbe potuto uccidere. Forse non tutti sanno che l’artista, oggi 71enne,  ha abusato di droghe per molto tempo, soprattutto negli anni ’70:

“Considero una grande fortuna l’essere vivo, avrei potuto tirare le cuoia da tempo e invece, per qualche ragione, sono stato strappato dalle fauci dell’inferno e mi è stata data un’altra possibilità”.

Eric ha sempre fatto presente che non vuole seguire l’esempio di molti suoi colleghi, che continuano ad esibirsi nonostante non siano al top della loro forma fisica. Il chitarrista è stanco dei continui viaggi, delle prove, dei tour etc. In occasione di un’intervista rilasciata due anni fa ad Uncut, Slowhand confessò:

“Ci sono miliardi di cose che mi piacerebbe fare, ma sto anche considerando il ritiro. Credo che mi concederò, ragionevolmente, di continuare a registrare in studio. Non ho intenzione di ridurmi al punto di ritrovarmi imbarazzante… Viaggiare è diventato insopportabile, ci vuole troppo tempo per andare in qualsiasi posto: entrare e uscire dagli aeroporti, salire sugli aerei, viaggiare in auto”.

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Eric Clapton dedicò “Layla” a Pattie Boyd, una donna che amava follemente ma che era impegnata con George Harrison, ‘poeta’ dei Beatles. Anche la Boyd, in una sua autobiografia, ha confermato che Clapton, negli anni ’70, assumeva molti stupefacenti. Adesso Slowhand sta pagando il conto: assumere tutta quella droga gli costerà l’addio alla sua cara chitarra, strumento che lo ha reso celebre in tutto il mondo e gli ha fatto guadagnare una montagna di denaro. Del resto, lo stesso musicista ha più volte asserito di aver assunto molti stupefacenti in gioventù. Al tabloid inglese Daily Telegraph, ad esempio, ha rivelato:

La droga è cara, lo è sempre stata, ed io vi ho speso milioni di sterline; forse non 10, ma di certo 100 milioni e milioni… Per anni non sono stato altro che un vegetale, che ogni tanto si iniettava una sostanza o l’altra, per ridiventare un vegetale nel momento in cui svanivano gli effetti della puntura. Bevevo due bottiglie di brandy al giorno, altri superalcolici e vino. Ora non tocco niente di più forte di un caffè espresso”.

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