Facebook per vivere più a lungo

By | 1 novembre 2016

Ormai non si può fare a meno dei social network. Li usano praticamente tutti, giovani e meno giovani. Il social più popolare al mondo è, senza dubbio, Facebook. Ogni giorno, milioni di persone postano frasi, video e foto sul social creato da Mark Zuckerberg. Adesso uno studio californiano porterà tantissimi internauti a trascorrere più tempo su Facebook. Il motivo? Fa vivere più a lungo.

Chi non usa i social ha più probabilità di morire

Un team di ricercatori dell’Università della California, a San Diego, ha scoperto che usare Facebook riduce del 12% il rischio di morire nell’anno in corso. In sostanza, chi non usa i social ha maggiori probabilità di morire rispetto ai fruitori dei social media. Dopo aver condotto uno studio su 12 milioni di californiani, i ricercatori hanno scoperto che le relazioni sociali, anche virtuali, fanno bene alla salute e quindi allungano la vita. Vista la sua importanza, la ricerca è stata pubblicata sul magazine dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti.

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In passato si è detto che avere tanti amici e frequentarli è un toccasana per la salute ma, finora, nessuno si era concentrato sulle virtù dei rapporti online, quindi virtuali. Ebbene, allunga la vita anche Facebook, quindi scambiarsi messaggi e foto, o chattare con amici e parenti. Per arrivare a tale conclusione, gli studiosi californiani hanno esaminato i dati Facebook di molti americani e i registri delle morti. Non solo. Sembra che l’aspettativa di vita sia maggiore per quelli che hanno molti amici veri, non solo virtuali. Insomma, chi ha tante amicizie vere e virtuali ha serie possibilità di vivere più a lungo rispetto a chi non usa i social ed ha pochi amici.

Fattore determinante per predire l’aspettativa di vita

Un autore dello studio, James Fowler, ha asserito che le relazioni sociali, così come il fumo, rappresentano un fattore determinante per predire l’aspettativa di vita, sicuramente più valido dell’obesità e dello scarso esercizio fisico. Lo studioso ha aggiunto che, per la prima volta, è stato scoperto che anche le relazioni virtuali, ad esempio quelle instaurate su Facebook e Twitter, fanno vivere di più.

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