Politica

Ici alla Chiesa: il governo vuole chiedere al Vaticano un miliardo di euro

Pace fiscale, sanatoria, condono, maxi sconto. Cambiare i termini  per definire le procedure scelte, non muta la sostanza delle cose. Il caso Ici ormai è esploso: la Chiesa non ha versato allo Stato italiano sei annualità dell’imposta comunale sugli immobili dovuta, pari a cinque miliardi di euro di arretrati.

A fare esplodere la bomba, non siamo stati noi ma la Corte di Giustizia europea. Ora il governo, tra l’incudine e il martello, pare intenzionato a cercare la via della pace fiscale, chiedendo al Vaticano un miliardo di euro.

 

Sentenza della Corte di Giustizia europea, l’Italia recuperi il dovuto

Almeno una parte dei cinque miliardi di euro dovuti, va recuperato. La sentenza emessa una settimana fa dalla Corte di Giustizia europea, è inequivocabile: niente giustifica l’Italia a non negoziare con il Vaticano e obbliga il Belpaese a stabilire una modalità per recuperare il dovuto sull’Ici poi divenuta Imu.

Il governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte, sarebbe alla ricerca di una soluzione ‘soft’. Il Vaticano, fautore di una pace ecumenica in qualità di istituzione religiosa, dovrebbe accettare come proprietario di qualcosa come 120mila immobili, il20% degli immobili in Italia, una vantaggiosa pace fiscale.

Recupero Ici, soluzioni possibili

Per pagare morosità vaticane dal 2006 al 2011 (dopo c’è stato l’accordo fatto dal governo Monti), sono allo studio soluzioni. “E’ un atto dovuto: il problema si trascina da anni e la sentenza della Corte ci impone di trovare un accordo con il Vaticano che ancora non stiamo negoziando. Ma va fatto e ci sarà”, ha detto il vice ministro all’economia leghista, Massimo Garavaglia.

La pace fiscale già contenuta nella manovra economica in discussione, potrebbe essere applicata al Vaticano con un’aliquota forfettaria del 20% sul capitale reclamato. Maxi sconto o rottamazione che dir si voglia, il governo deve arrivare a una soluzione per non incappare in guai peggiori con Bruxelles.

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