Lavori più richiesti del futuro: tanti disoccupati per i robot

By | 14 novembre 2017

Lavori più richiesti: lo spettro dei robotC’è lo spettro della disoccupazione tecnologica nel mondo, ovvero il rischio di restare senza lavoro a causa dei robot. In futuro, dunque, non si dovrà temere tanto il collega arrivista quanto il robot crumiro, quello che non si lamenta mai, lavora sempre e non sciopera. Pochi saranno gli impieghi che resteranno indenni alla carica dei robot. E’ bene sapere, alla luce di quanto detto, quali saranno le professioni più richieste del futuro, poiché tantissimi lavoratori saranno probabilmente soppiantati dalle macchine. Ne è convinto lo studioso McKinsey, che ha ideato uno strumento online che consente di accertare il livello di sostituzione con un robot, in base al lavoro che una persona svolge. Evitare di restare disoccupati è possibile, basta scegliere un mestiere difficilmente eseguibile da una macchina.

Disoccupazione tecnologica non si sente  (ancora) in Italia

Inapp, Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, ha cercato di scoprire i mestieri più richiesti nell’ultimo lustro, svolgendo un sondaggio su 16.000 persone.

Tra le professioni più ricercate negli ultimi anni ci sono quelle connotate da una forte presenza tecnologica o dalla idoneità ad accogliere le novità organizzative, ad esempio gli esperti dei processi produttivi e i progettisti software.

I mestieri meno ricercati, invece, sono quelli caratterizzati da un’esigua presenza della tecnologia, come i commessi e gli addetti alle pulizie.

Stefano Sacchi, presidente di Inapp, ha dichiarato: ‘Diminuiscono le professioni con mansioni manuali e ripetitive, mentre crescono quelle con contenuti cognitivi, anche se in base alla ricerca sappiamo che solo l’1,5% dell’occupazione italiana nel periodo 2011-2016 è stata interessata dal fenomeno della disoccupazione tecnologica’.

Oltre il 50% dei lavoratori italiani, 11 milioni circa, in futuro potranno restare disoccupati per colpa dei robot. E’ indubbio, inoltre, che le professioni del futuro divergeranno da quelle di oggi. Ne nasceranno altre e molte si estingueranno. Nessuno adesso sa se il mercato del lavoro, in futuro, sarà favorevole agli esseri umani.

Quarta rivoluzione industriale danneggerà il mercato del lavoro?

Saranno devastanti, per il World Economic Forum, gli effetti sul lavoro della quarta rivoluzione industriale. I robot potranno far perdere il lavoro, in tutto il mondo, ad oltre 7 milioni di persone.

Chi si salverà, allora, dai robot? Secondo l’Osservatorio statistico dei Consulenti del Lavoro non rischieranno molto i mestieri altamente qualificati e con elevato salario.

Oggi molti lavoratori hanno colleghi robot, come i carrelli automatici nei depositi Amazon. Che dire, poi, delle SpeedFactory di Adidas?

Il problema è più reale di quello che sembra. L’economista Jeremy Rifkin, nel suo libro ‘La fine del lavoro’, sottolinea che probabilmente entro il 2050 il sistema economico mondiale sarà coordinato dal 5% degli adulti. Gran parte del 95%, invece, dovrà fronteggiare la delinquenza dovuta alla disoccupazione tecnologica.

Bisogna ricordare, però, che molti studi hanno dimostrato un certo collegamento positivo tra sviluppo tecnologico e incremento dei posti di lavoro. Ai robot vengono, in poche parole, assegnate mansioni di tipo fisico, mentre le persone finiscono per ricoprire ruoli impiegatizi.

Dire che certi lavori non ci saranno più, in futuro, e quindi tanta gente resterà senza impiego è vero in parte. Come è già accaduto nei secoli scorsi, infatti, all’estinzione di certi mestieri si accompagnerà la nascita di nuove opportunità lavorative.

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