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Cannabis, Cantone favorevole a legalizzazione intelligente

Si torna a parlare di legalizzazione della cannabis. Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anticorruzione, ha affermato di aver cambiato idea. In passato era contrario alla legalizzazione della marijuana; oggi, invece, è favorevole a una legalizzazione controllata. L’opinione di Cantone ha subito scatenato polemiche.

Cannabis legalizzata terrebbe giovani lontani da ambienti criminali

Il presidente dell’Autorità anticorruzione ha affermato che la legalizzazione delle droghe leggere terrebbe i giovani lontani dagli ambienti criminali; inoltre, secondo lui, la vendita delle droghe leggere, come la cannabis, non fa arricchire la criminalità. Sono le droghe pesanti quelle che fanno la differenza. “Le droghe leggere rappresentano introiti insignificanti per la mafia, e credo che le droghe pesanti che rendono soldi non si potranno mai legalizzare. Ma c’è questo argomento, evitare contatti di giovani con ambienti della criminalità organizzata, e l’altro aspetto è che le droghe leggere controllate probabilmente evitano interventi chimici che stanno portando anche alla tendenza all’assuefazione o al vizio. Questi due argomenti oggi mi fanno essere per molti aspetti favorevole. Con una vendita controllata e quindi in qualche modo limitata, questi argomenti potrebbero dare un senso alla proposta”.

Il numero uno dell’Autorità anticorruzione apre dunque alla legalizzazione delle droghe leggere, purché sia monitorata. Contrario a tale opinione, invece, il ministro per gli Affari regionali, Enrico Costa:

“I magistrati, dall’alto della loro esperienza e della conoscenza delle dinamiche legate allo spaccio della droga, non alzino la bandiera bianca. La statalizzazione dello spaccio rappresenterebbe un messaggio di debolezza nei confronti della criminalità (non siamo riusciti al contrasto, ci arrendiamo) e delle famiglie che oggi vivono un’ansia che non è solo economica, ma anche educativa. Si lavori senza indugio, piuttosto, a migliorare la lotta allo spaccio. Ogni suggerimento normativo sarà utile”.

Pm Maresca contrario alla ‘statalizzazione’ dello spaccio

In Italia si dibatte sulla legalizzazione della cannabis. La vendita e il consumo di droghe leggere, lo ricordiamo, sono stati legalizzati in molti Paesi. In Italia no, nonostante le numerose battaglie di molti partiti, Radicali in primis. Contrari alla legalizzazione della cannabis anche molti giudici, come Catello Maresca, pm della Dda di Napoli e artefice dell’arresto del super ricercato Michele Zagaria. Maresca, 42 anni, stima molto Cantone, suo ‘maestro, ma la pensa diversamente riguardo alla legalizzazione delle droghe leggere:

“Non credo alla possibilità di sottrarre davvero la vendita delle droghe leggere alla criminalità organizzata. Non siamo ancora pronti”.

Il ddl sulla legalizzazione delle droghe leggere attribuisce ai Monopoli e l’Agenzia delle Dogane il compito di autorizzare privati a coltivare marijuana e venderla a determinati locali, simili ai coffee-shop dei Paesi Bassi. Un sistema del genere sarebbe efficace in Italia? Maresca è scettico:

“Siamo in Italia e dobbiamo misurarci con la nostra realtà e le nostre esperienze. lo abbiamo visto nei settori del gioco e delle scommesse. Il mio ufficio ha fatto arrestare centinaia di persone che operavano in questi affari grazie a collusioni con la camorra, guadagnando contemporaneamente dalle scommesse legali e da quelle clandestine”.

Per il pm Maresca, insomma, con la legalizzazione della cannabis si verificherebbe una situazione analoga a quella attuale nel settore delle sigarette. Si creerebbe cioè un mercato nero e parallelo che offre droghe leggere a prezzi inferiori rispetto a quelle ‘autorizzate’.

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