Logopedia, quando si comunica senza parlare: il superlinguaggio

By | 5 marzo 2018

logopedia-comunicazione-alternativa-aumentataNel mondo tante persone comunicano senza parlare. Si manifesta, in poche parole, quello che si prova senza il logos. ‘Com’è possibile?’, vi starete domandando. Beh, tantissimi soggetti riescono ad esprimersi con Comunicazione Aumentativa Alternativa (Caa), una specie di superlinguaggio che consente di comunicare a chi è impedito per svariate ragioni. Si calcola che l’1,3% della popolazione soffra di tale disturbo, quindi in Italia sono 800mila persone circa ad avere problemi di eloquio. Secondo recenti stime, la condizione patologia interesserà sempre più persone.

CAA usata anche nei casi di bilinguismo

Non bisogna assolutamente associare la Comunicazione Aumentativa Alternativa alle disabilità, visto che viene usata anche nei casi di bilinguismo, per favorire il rapido apprendimento del nuovo idioma. I logopedisti hanno sfruttato la CAA anche nei campi profughi in Europa. La Comunicazione Aumentativa Alternativa dunque è un vero pilastro della logopedia e non è un caso che ad essa venga dedicata la Giornata Europea della Logopedia 2018, che verrà celebrata il prossimo 6 marzo 2018. In Italia i cittadini potranno apprendere di più sull’argomento e fare domande alla Federazione dei Logopedisti mediante il tradizionale contatto telefonico e le vie social e web.

Tecnologia a servizio delle giovani generazioni

Tiziana Rossetto, logopedista e presidente della Federazione Logopedisti Italiani, ha detto: “A volte non è possibile comunicare verbalmente e vengono quindi usate forme di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), ovvero l’insieme di modalità, strategie e oggi straordinarie tecnologie che possono migliorare la capacità di comunicare di una persona. La CAA si può tranquillamente definire ‘superlinguaggio’ ed è un mondo variegato e complesso che comprende l’uso di tabelle di immagini, tabelle di lettere, gesti, oggetti, dispositivi ad uscita vocale, a volte in modo multimodale. Ad esempio, si possono usare i residui vocali del soggetto rinforzandoli con l’uso di immagini simboliche. Il ventaglio di opportunità va dalla Lingua dei segni alle tecnologie assistive, dalla chiusura delle palpebre all’uso di simboli come i Wls (Widgit Literacy Symbols), simboli realizzati con grafica essenziale per esprimere un singolo concetto, o come il sistema Pecs (Picture Exchange Communication System), che entra a far parte delle strategie utilizzate nell’ambito dell’autismo quale sistema di comunicazione tramite scambio per immagini per una comunicazione funzionale. Oggi grazie alla tecnologia e al web 3.0, per gli operatori è possibile coinvolgere ed aiutare maggiormente soprattutto le giovani generazioni”.

Superlinguaggio ottimale anche per gli anziani

I ‘beneficiari’ della Comunicazione Aumentata Alternativa non sono solamente i bambini ma anche gli adulti con disturbi congeniti o acquisti, come gli anziani colpiti da patologie neurodegenerative che intaccano la qualità della comunicazione. Candidati alla CAA anche soggetti colpiti da ictus o patologie simili, oppure che hanno riportato gravi traumi.

L’esperta Rossetto ha sottolineato che ‘qualunque siano le sue abilità o capacità ogni persona deve essere messa in grado di comunicare. Ricordando che gli interventi di CAA non ritardano l’acquisizione del linguaggio parlato, anzi, esistono evidenze che possono semmai facilitare lo sviluppo del linguaggio per alcune patologie particolarmente complesse, come nel caso, ad esempio, dell’autismo. Possiamo quindi vedere un bambino affetto da sindrome genetica con grave malformazione cranio-facciale, che non ha potuto imparare a parlare e che invece comunica usando specifici software o anche una semplice tabella di simboli colorati che lui può indicare per esprimere le sue richieste…’.

Recupero del linguaggio con giochi particolari

In Italia e nel mondo ci sono tanti bambini di poche parole, ovvero che parlano raramente e male. E’ stato stimato che nel 5% circa dei bimbi che vanno a scuola c’è un disturbo o un ritardo nel linguaggio, come disgrafia o dislessia. I genitori però non devono preoccuparsi ma c’è bisogno di un intervento tempestivo. I logopedisti possono fare la differenza in tali casi. La logopedista Rossetto ha rimarcato l’importanza di giochi speciali per far interagire col mondo i piccoli con disturbi del linguaggio. Quali sono i giochi migliori per migliorare l’eloquio? Indubbiamente il gioco delle imitazioni e le tombole sonore.

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