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M5S, Di Battista non sarà più un parlamentare: ecco perché

E’ sempre stato uno degli esponenti del M5S più amati. Molti lo avrebbero visto bene al posto di Virginia Raggi a Roma, altri a Palazzo Chigi o a capo di qualche Ministero. Invece no, il grillino Alessandro Di Battista fa un passo indietro, lascia la politica attiva per altro, per i viaggi e la scrittura. Con un video lunghissimo su Facebook, Alessandro Di Battista ha annunciato non si ricandiderà. Lascerà spazio ad altri, Luigi Di Maio, il compagno di tante battaglie in primis. Nei prossimi anni, Alessandro scriverà e viaggerà molto. Nessuno, dunque, vedrà più ‘Dibba’ in Parlamento. ‘Sono qui per darvi una notizia, ho preso una decisione, una mia scelta umana: quella di non ricandidarmi in Parlamento alle prossime elezioni. E’ una scelta mia, non è minimamente legata al Movimento, che è proprio una seconda pelle. Già immagino qualcuno che tenterà di speculare, diranno che lascio il Movimento. No! Proprio non succederà mai, è una mia seconda pelle. Mi ha cambiato la vita, in positivo, mi ha fatto crescere come uomo, mi ha permesso di lottare per le idee in cui credo. Lo sosterrò sempre, ma al di fuori dei palazzi istituzionali’, ha scritto l’esponente pentastellato.

Tra letteratura e viaggi: la nuova vita di Dibba

Alessandro vuole centrare adesso qualche obiettivo al di là della politica: ‘Dall’estate prossima, dopo le elezioni, partirò per andare un po’ in giro nel mondo, vedere quali sono le altre esperienze e riportarle qui in Italia. Ho altre aspirazioni: portare la politica al di fuori dei palazzi… Presto uscirà il mio libro’.

Il grillino romano ha accennato alle sue esperienze prima di entrare nel MoVimento: ‘Io prima di entrare in Parlamento mi occupavo di cooperazione internazionale, scrivevo reportage, scrivevo per il blog. E’ quello che voglio continuare a fare per un po’, dall’estate prossima, dopo la campagna elettorale partire e andare in alcuni luoghi del mondo per raccogliere idee, proposte di politica innovativa e raccontarle, portarle in Italia. Diranno che ci sono dissidi tra me e Beppe e Luigi. E’ l’esatto contrario. Per me Beppe è un esempio e Luigi è proprio un fratello. Sosterrò il M5S fino all’ultimo giorno di campagna elettorale, ma lo farò da non candidato’.

La nascita del primogenito

Alessandro Di Battista è recentemente diventato papà ed anche tale circostanza l’ha portato a riflettere sulla sua vita e sulla sua carriera: ‘Qualche tempo fa avevo detto già pubblicamente che non mi sarei ricandidato per un secondo mandato. Ma la nascita di mio figlio è come se avesse dato ancor più benzina a una decisione già presa. Quando nasce un figlio cambiano le priorità, voglio dedicarmi a lui e a una bella forma di educazione. Anche per questo, non solo per questo, ho preso questa decisione’.

Le parole di Di Battista hanno colpito molto anche l’amico e collega Di Maio, candidato premier del M5S, che ha risposto su Facebook: ‘Alessandro Di Battista ha fatto una scelta: ha deciso di continuare a fare politica fuori dal Parlamento, quella Politica con la P maiuscola che piace a tutti noi… Mi ha assicurato che già tra qualche settimana sarà in tour insieme a tutti i parlamentari per presentare il nostro programma a tutti gli italiani e sarà assieme a noi, pancia a terra, fino a marzo per raggiungere il nostro obiettivo comune. Il MoVimento 5 Stelle è fatto di uomini e donne che si mettono al servizio della comunità, che si impegnano ogni giorno per il bene del Paese e dei cittadini. Essere del MoVimento 5 Stelle significa prima di tutto sentirsi responsabili e impegnarsi per un Paese più giusto, più equo, più efficiente, per un’Italia migliore, sia da dentro che fuori le istituzioni. Migliaia di attivisti fanno politica pur non essendo né candidati né eletti, Alessandro sarà il primo attivista d’Italia! Mancano 104 giorni alle elezioni. Tutti insieme, con il massimo impegno, ce la faremo. Forza!’.

Qualche mese fa, a suscitare scalpore erano state le parole di Vittorio Di Battista, papà di Alessandro, uomo sempre attivo politicamente. Nel corso di un’intervista a Radio 24, alla domanda dei conduttori se fosse fascista, lui rispose: ‘Assolutamente sì’.

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