Mamma no vax non vaccina figlia, padre fa ricorso e vince

By | 11 marzo 2018

mamma-vaccini-scuola-figliaUna mamma sarda contraria ai vaccini aveva deciso di non vaccinare la figlia. Il padre della piccola, favorevole all’immunizzazione, ha fatto ricorso ed ha vinto. Un caso particolare, di cui si parlerà per molto tempo. La bambina, 3 anni, rischiava di non poter tornare in classe, a Nuoro, per la convinzione della madre. Il padre separato ha fatto valere i suoi diritti ed è riuscito a sottoporre la piccola alle vaccinazioni obbligatorie. Fondamentale è stato il ricorso alla magistratura.

Perché la mamma sarda è contraria ai vaccini?

Il Tribunale di Nuoro ha accolto in pieno il ricorso del padre separato, permettendogli di sottoporre la figlioletta alle vaccinazioni obbligatorie contro il volere della madre. Duro colpo per la mamma no vax. La decisione dei giudici ‘autorizza a far effettuare alla figlia minore le vaccinazioni obbligatorie necessarie per consentire alla minore di frequentare la scuola dell’infanzia’. I giudici non hanno così dato credito al convincimento della mamma sarda, secondo cui le figlie, in passato, dopo essere state vaccinate avrebbero avuto problemi nello sviluppo.

Scaduto il termine per la presentazione dei certificati vaccinali

Vaccini sì, vaccini no. Tra ferventi no vax e favorevoli ai vaccini c’è la scuola italiana, anzi il Ministero della Salute. I piccoli, per frequentare le scuole devono essere stati sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie, pena l’allontanamento dalle strutture scolastiche. Intanto è già scaduto il termine per presentare alle scuole i certificati vaccinali. Tanti bimbi italiani rischiano di essere allontanati per la mancata consegna, da parte dei genitori, dei documenti che attestano le avvenute immunizzazioni. Giusto o ingiusto? L’Anief afferma che non avrà problemi ‘ad offrire patrocinio legale per tutelare il diritto all’istruzione contro l’assurda norma’.

Italia: 30mila bimbi non vaccinati

Secondo le stime, in Italia sono circa 30mila i bimbi non vaccinati. Nei prossimi giorni questi resteranno iscritti ma la loro ammissione in classe sarà subordinata all’esibizione dei certificati vaccinali oppure i documenti che comprovano la prenotazione dell’immunizzazione presso una Asl. A disciplinare la materia è la circolare del 27 febbraio emessa dai Ministeri della Salute e dell’Istruzione, che stabilisce come termine ultimo per l’esibizione dei certificati vaccinali il 10 marzo 2018.

E’ opportuno ricordare che nelle Regioni prive dell’anagrafe vaccinale informatizzata bisogna seguire il classico iter. I genitori devono cioè consegnare direttamente i documenti alla scuola. Se i genitori non presentano i certificati vaccinali entro il 20 marzo, i presidi devono avvertirli ed avvisare le Asl entro il 30. Se l’inerzia genitoriale persiste, i bambini non potranno più frequentare asili nido e scuole materne. Non solo: i genitori dei minori tra i 7 e i 16 anni saranno soggetti a una multa tra i 100 e i 500 euro.

Giannelli: ‘Presidi non sono gendarmi della burocrazia’

Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, ha spiegato ai microfoni dell’Ansa: ‘I bimbi delle scuole materne o dei nidi non in possesso della documentazione che comprovi l’avvenuta vaccinazione o la prenotazione per adempiere all’obbligo non potranno entrare nelle scuole. A quel punto il dirigente scolastico notificherà ai genitori entro il 20 marzo l’obbligo di mettersi in regola e qualora ciò non dovesse avvenire l’Asl comminerà agli stessi una sanzione amministrativa. È evidente che i presidi non possono far entrare i bambini nelle scuole materne e nei nidi in mancanza dei requisiti necessari, anche perché si rischierebbe l’omissione di atti di ufficio, ma è chiaro che tutto ciò è assolutamente lacerante. Sono cose che abbiamo già denunciato e ribadisco che noi presidi, insieme alle scuole, non siamo i gendarmi della burocrazia’.

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