Muore l’allenatore Stefano Evangelisti: i giocatori lo celebrano con una vittoria

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Lo sport locale piange la perdita dell’ex allenatore del Classe, Stefano Evangelisti: in tal verso quindi i giocatori hanno deciso di onorarlo provando a vincere a tutti i costi la partita, riuscendoci.

Stefano Evangelisti: il cucciolo

Stefano Evangelisti detto ‘il Cucciolo’ ha preso il volo troppo in fretta. Ha giocato in numero se squadre: con il Punta Marina in seconda categoria e poi ancora con il Cervia, e dopo ancora con il Gambettola.

La sua carriera fu stroncata da un grave infortunio ai legamenti ma l’amore per lo sport lo spinse a continuare la carriera come allenatore, occupandosi della squadra degli Allievi nella sua Classe.

La sua mentalità, come riporta “Il resto del Carlino”, è sempre stata vincente, tant’è che ha portato a casa la vittoria di ben due campionati Juniores provinciali, così come ha portato alla vittoria anche il San Pietro in Vincoli.

Antonio Cavina racconta emozionato a “Il resto del Carlino” «Una corsa in apnea. Con lui ci incontravamo al campo ogni sabato mattina e parlavamo di calcio. So che mi mancheranno le sue valutazioni e i suoi pareri, ero stato il suo capitano in campo quando iniziò a giocare e siamo sempre rimasti legati. Il Classe in serie D è stata la soddisfazione di tutti e due che abbiamo voluto provare con l’incoscienza dei sognatori. Abbiamo esordito vincendo la prima gara di questa per noi incredibile nuova categoria, battendo una società storica come il Fanfulla, eravamo felici ma lui non stava già bene e alla seconda partita, in trasferta a Mazzano nel bresciano persa per tre a due. Tornando a casa mi disse che doveva ricoverarsi perché il malessere che da qualche tempo lo perseguitava andava curato con cure che di presentavano lunghe e dolorose. Oggi nella gara di ritorno con quella squadra, il Ciliverghe appunto, ha chiuso per sempre il suo capitolo terreno, lasciando il nostro Classe da vincente. Oggi sul campo ho visto nei miei giocatori, nel nostro attuale allenatore, che non sapevano ancora nulla, una energia, una forza, una determinazione incredibile che ci ha portato di nuovo alla vittoria».

Lo sport piange una roccia

Anche il ds Matteo Guardigli ricorda l’aver giocato con lui e con la responsabilità di capitano.

Lo ricorda come un motivatore verso i suoi ragazzi, non perdeva mai la pazienza ed era dotata di una forza persuasiva incredibile. Riusciva sempre a ricavare il massimo dalla sua collaborazione da tutti noi con i suoi discorsi motivati.

Rappresenta per tutti un maestro di sport e di vita e rimpiangeranno tutti le sua urla incitatrici in campo. A piangere la sua scomparsa il padre Romano, la moglie Sirenetta e i figli Luca e Martina, giovane e affermata scrittrice.

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