Nuova crisi economica in arrivo: profezia di Steve Eisman

By | 21 novembre 2016

Le banche italiane saranno la fonte di una nuova crisi economica. Non lo ha detto una persona comune, che se ne intende poco di economia e finanza, ma Steve Eisman, banchiere americano interpretato da Steve Carell nel film ‘The Big Short – La Grande Scommessa’. Il grande esperto di finanza aveva preconizzato la crisi del 2007 che, effettivamente, ha messo in ginocchio milioni di persone ed ora ne prevede un’altra, dovuta però alle banche italiane.

Banche italiane rischiano grosso

Steve Eisman è tornato a parlare di crisi economica durante un’intervista rilasciata al Guardian. Il banchiere ha detto che stavolta il pericolo viene dall’Europa e punta il dito verso l’Italia. Secondo Eisman le banche del Belpaese possiedono troppi ‘crediti marci’, ovvero somme concesse a imprese o famiglie finite sul lastrico, ma agiscono come se il valore fosse notevolmente superiore a quello effettivo. Il vero ‘problema italiano’, per Steve Eisman, è che quei crediti ‘deteriorati’ non valgono come le banche italiane vorrebbero far credere e non sono ancora stati eliminati dai loro bilanci. In sostanza, le banche italiane riusciranno a recuperare al massimo 20 euro per ogni 100 euro prestati. Se venissero riconosciuti i ‘bad debts’ per molte banche del Belpaese sarebbe la fine perché dovrebbero tagliare il loro capitale dal giorno alla notte, in un attimo.

Eisman, durante l’intervista al Guardian, non ha citato nessuna banca italiana ma è evidente che la maggior parte degli istituti di credito italiani versano in cattive acque ultimamente, e sembra che, attualmente, non ci sia una via d’uscita, uno spiraglio per migliorare la situazione. La scorsa settimana è stata decisamente da dimenticare, in Borsa, per le banche italiane, che hanno perso più del 6%. Il difficile momento degli istituti italiani è anche connesso all’incertezza politica conseguente al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre 2016. Nel caso di vittoria dei ‘no’, infatti, il premier Renzi probabilmente si dimetterà, aprendosi così una nuova ‘pagina politica’. La paura è che, in caso di dimissioni di Renzi, diminuirebbero molto i capitali privati necessari a salvare molte banche.

Molti risparmiatori hanno perso molto

Forse non tutti sanno che, mentre il Governo Renzi si incensa per il salvataggio di 4 grandi banche italiane, molti risparmiatori hanno perso tutti, o quasi, i soldi investiti. Molti cittadini italiani hanno destinato gran parte o tutti i loro risparmi nelle obbligazioni subordinate. E’ stato un rischio enorme per questi poveri soggetti hanno perso tutto. Una studentessa inviò al Sole24Ore una lettera in cui sottolineava che la donna 88enne, vedova, ha perso 50.000 euro a causa delle obbligazioni subordinate. L’anziana si era fatta convincere dal personale della banca ad investire tale somma e, alla fine, ha perso i risparmi di una vita.

Si rischia, insomma, ad investire in Italia. Da sottolineare che lo scorso 1 gennaio 2016 è entrata in vigore una normativa che penalizza non poco gli obbligazionisti. In soldoni, se una banca è in difficoltà e rischia il crack sono a chiamati a salvarla non solo gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati ma anche i normali obbligazionisti. Non finisce qui. Una volta confiscate tutte le obbligazioni verranno attaccati i conti correnti superiori ai 100.000 euro. Non stanno al sicuro neanche i possessori di conti correnti inferiori alla suindicata somma per un motivo: il Fondo di garanzia che dovrebbe tutelare i conti inferiori ai 100.000 euro non ha abbastanza denaro per garantire tutti i correntisti.

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