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Reddito anti-povertà: il nuovo piano di Macron

Un nuovo, ambizioso, progetto da parte di Emmanuel Macron. Il presidente francese ha lanciato il reddito anti-povertà, un piano indirizzato ai nove milioni di francesi che vivono in una situazione di difficoltà economica. Il reddito universale sarà introdotto entro il 2020, nonostante lo slittamento che – in origine – avrebbe dovuto portare l’introduzione a partire da luglio. Il reddito anti-povertà è stato presentato attraverso l’efficace slogan “Fai di più per chi ha meno”, e rientra a far parte del piano di «Strategia nazionale di prevenzione e lotta alla povertà».

Il piano di Macron contro la povertà

Il piano di «Strategia nazionale di prevenzione e lotta alla povertà» si rafforza attraverso un provvedimento che vede ancora una volta la Francia aiutare i più deboli. La situazione francese è molto complessa: sono 9 milioni le persone che vivono in povertà (circa il 14% della popolazione francese).

Il piano spazia tra le risorse basilari per la popolazione: copertura sanitaria, aiuto a mamme e figli, risorse scolastiche, obbligo di frequentare la scuola fino ai 18 anni. In questo modo si otterrà un doppio risultato: da un lato la misura di prevenzione contro la povertà, dall’altro la facilitazione di inserimento nel mondo del lavoro.

Il reddito anti-povertà universale

Il reddito anti-povertà sarà «universale perché ognuno potrà pretenderlo non appena i suoi redditi passeranno al di sotto di una certa soglia», fa sapere il presidente. Non si tratterà di semplici aiuti economici, ma anche di un «percorso di inserimento in cui sarà impossibile rifiutare oltre due offerte ragionevoli di lavoro»

Di Maio esulta su Facebook

Ha esultato, attraverso un post su Facebook, il leader pentastellato e vicepremier Luigi Di Maio. Il ministro ha spiegato come il reddito anti-povertà altro non sia che la medesima mossa a favore dei più deboli che ha adottato il Movimento 5 Stelle attraverso il reddito di cittadinanza.

Questo il suo post: «Sono contento che Macron abbia deciso di seguire la linea che il M5S ha iniziato a tracciare, annunciando l’istituzione del Reddito di Cittadinanza anche in Francia. Lui lo farà nel 2020, noi lo metteremo il prossimo mese nella legge di Bilancio. Come per quello italiano, anche in quello francese ci saranno doveri da rispettare, come è giusto che sia. Spero che anche gli altri Paesi UE inizino a mettere al primo posto gli interessi dei cittadini più deboli»

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