Tasse sulle sigarette elettroniche: salutare per lo Stato, non per gli svapatori

By | 27 novembre 2017

Si prospettano tempi difficili per le sigarette elettroniche, gli svapatori e i produttori di e-cig. Lo Stato italiano ha deciso di tassare anche le e-cig. Era nell’aria, comunque, un balzello su tali dispositivi, poiché il settore è alquanto florido. Per chi fuma sigarette elettroniche e i produttori sarà un problema perché dovranno sopportare costi maggiori. Intanto i commercianti e tanti ‘svapatori’ sono già sul piede di guerra e attaccano la prima firmataria dell’emendamento al decreto fiscale, ossia l’ex sottosegretario Simona Vicari (Ap). L’emendamento prevede la competenza dei Monopoli su un settore che concorre con quello dei classici tabacchi.

Più soldi nelle casse dello Stato

L’emendamento al decreto fiscale sulle sigarette elettroniche prevede che dal prossimo anno entreranno nelle case dello Stato 9,5 milioni di euro in più.

Dal prossimo anno, chi vorrà acquistare e-cig dovrà spendere di più. Il rischio di un ritorno alle classiche ‘bionde’ c’è.

L’emendamento al decreto fiscale non contempla la chiusura dei tanti negozi di sigarette elettroniche, visto che l’Agenzia fiscale fissare norme e prerogative per il mantenimento della licenza e per il rilascio di quelle nuove.

Divieto di vendita online di e-cig

La novità prevede invece il divieto di vendita online. In poche parole, dal 2018 non si potranno più comprare online le e-cig. Tanti siti web, perciò, saranno costretti a chiudere, o comunque mutare la merce in vendita.

Vicari criticata

Come previsto, la Vicari è stata criticata aspramente. La sua pagina Facebook si è riempita di commenti derisori del tipo: ‘Simpatica politicante dei miei stivali’.

Tempo fa è stata lanciata anche la petizione su change.org per implorare il premier e il presidente della Repubblica a non firmare.

Il direttore di Sigmagazine, Stefano Caliciuri, ha detto: ‘Tra produttori, negozianti e consumatori regna l’incredulità. Di questo parliamo, perché l’emendamento Vicari è solo l’ultimo attacco a un comparto che deve la sua fortuna anche al fatto che riduce il danno da fumo, per questo motivo inviso all’industria del tabacco’.

Caliciuri reputa, quello dello Stato, un vero attacco a un comparto florido, che ‘si è assestato con 2.500 negozi strutturati e non più improvvisati e oggi ha un giro d’affari stimato in 300 milioni, che potrebbe entrare definitivamente in crisi’.

La stizza di Ignazio Abrignani

Contrario all’emendamento che danneggia non poco e-cig, produttori e svapatori anche il deputato Ignazio Abrignani (SC): ‘Per quanto riguarda l’emendamento c’è da capire i suoi reali effetti su una filiera che è legale, paga le tasse e dà occupazione. Di fatto riporta il vaping sotto i Monopoli mentre uno dei motivi di diffusione di questa forma di fumo è la disponibilità di negozi che non fossero tabaccherie con licenzia’.

Inghilterra, ticket sanitario per l’acquisto della prima e-cig

La nuova disciplina, in poche parole, fa rientrare le sigarette elettroniche nell’alveo delle competenze dei Monopoli.

‘Spero che delle modifiche siano possibili, che il testo non arrivi blindato. Perché ammazzare un settore che ha ormai certi numeri e un innegabile ruolo nella difesa della salute sarebbe autolesionistico e anche la Corte Costituzionale sembra non averlo compreso, mentre la comunità medico-scientifica ha acclarato che la sigaretta elettronica è un’utile strumento di riduzione del danno’, ha aggiunto Abrignani.

Mentre in Inghilterra si sta discutendo sull’introduzione di un ticket sanitario per rendere l’acquisto della prima sigaretta elettronica meno oneroso e combattere meglio il tabagismo, in Italia si tassa.

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