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Unioni civili e coppie di fatto. E il vero sostegno alle famiglie?

Ieri la Camera ha approvato la nuova legge sulle unioni civili, che apre ad ulteriori “estensioni di diritti tipici del matrimonio”. E’ erroneo per molti aver posto la fiducia. Ora, però, è necessario ora un vero sostegno alle famiglie.

“La nuova legge sulle unioni civili, pur non citando le parole matrimonio e famiglia, apre di fatto al matrimonio tra persone dello stesso sesso”, ha detto Giovanni Ramonda, responsabile generale della Comunità Papa Giovanni XXIII, sulla legge approvata ieri in via definitiva dalla Camera.

Ramonda ha aggiunto:

“I diritti individuali sono già tutelati, mentre la struttura di questa legge apre la strada, magari tramite sentenze, ad estensioni di diritti tipici del matrimonio, tra cui la possibilità di adottare figli. Aver blindato il testo con il ricorso alla fiducia ha impedito che potessero essere portate delle migliorie a tutela dei più deboli, come ad esempio il divieto esplicito del ricorso all’utero in affitto anche in Paesi dove questo è permesso. Auspichiamo che Governo e Parlamento dedichino soprattutto attenzione ad affrontare con urgenza le difficoltà in cui versano le famiglie, sostenendo la natalità, la cura di anziani e disabili, le politiche abitative, il lavoro compatibile con la cura dei figli, perché è qui che si gioca il futuro della società”.
Lo storico sì della Camera di ieri è stato salutato con favore da molti ma ha rappresentato un duro colpo per altri. Sono state approvate anche le norme sulla reversibilità della pensione per le coppie omosessuali. Ciò rappresenterà un onere in più per l’Inps ma il presidente dell’Istituto, Tito Boeri, rassicura:
“C’è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell’ordine di qualche centinaio di milioni di euro, ed è quindi sostenibile”.
La legge sulle unioni civili è stata approvata ma senza stepchild adoption. Ciò ha fatto indignare molti politici, come la dem Michela Marzano, che si è dimessa subito dal gruppo Pd alla Camera, attaccando il suo partito per l’atteggiamento assunto relativamente alle unioni civili. La Marzano ha già inviato la lettera di dimissioni al capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato. Nella missiva della filosofa e docente universitaria si legge:
“Le ragioni che mi portano alle dimissioni dal gruppo Pd non sono politiche, sono morali”.
Intanto molti partiti, come Fratelli d’Italia, Lega Nord e Fi hanno reso nota la formazione di un comitato per reclamare un referendum abrogativo del punto del ddl che contempla le unioni civili. Contrario alla legge appena approvata dalla Camera anche il docente e giurista Francesco D’Agostino, che ha pubblicato sull’Avvenire un lungo editoriale intitolato “Ora e sempre resilienza”. Il presidente del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano, cardinale Gianfranco Ravasi, ha invece chiosato:
“Lo Stato fa la sua parte e si impegna in scelte che non sono sue proprie ma non dimentichi la famiglia… Ci sono visioni diverse e lo Stato è giusto che faccia la sua parte. Vorremmo ci si impegnasse tutti di più per la famiglia, ma diciamo anche che lo Stato fa delle scelte che sono sue proprie”.
Le unioni civili dividono l’opinione pubblica. Voi siete favorevoli o contrari?

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