Bambini obesi con steatosi epatica rischiano tumori

By | 4 aprile 2018

bambini-steatosi-epaticaL’obesità infantile è un problema globale. I bambini sono sempre più obesi e in sovrappeso, e accumulano il grasso nel fegato. Ciò fa aumentare il rischio di steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Uno studio condotto anni fa da alcuni esperti inglesi ha dimostrato che i bambini obesi e con steatosi epatica non alcolica nel Regno Unito non riescono a rispettare le linee guida britanniche relative alla dieta e all’esercizio fisico.

Steatosi epatica è diventata un’epidemia

I bimbi di oggi mangiano molti cibi calorici e grassi e non svolgono molto esercizio fisico. Ecco allora che obesità, sovrappeso e steatosi epatica prendono il sopravvento. Nel corso della conferenza Italia-Giappone, che si è svolta 3 anni fa, era stato sottolineato che la steatosi epatica affligge circa l’8% degli italiani in età pediatrica e il 40% dei bambini obesi. Gli studiosi avevano anche ricordato che la steatosi epatica favorisce l’insorgenza di malattie cardiovascolari, cerebrovascolari e tumori.

‘La steatosi epatica ha raggiunto proporzioni ormai epidemiche perché colpisce quasi il 30% della popolazione adulta italiana e la sua presenza aumenta al 60% nel sottogruppo di popolazione con malattie metaboliche quali diabete o obesità e determina un significativo aumento di rischio di malattie cardiovascolari e di cirrosi. La steatosi epatica colpisce quasi l’8% della popolazione italiana in età pediatrica con un dato impressionante che raggiunge il 40% in caso di bambini obesi’, aveva osservato, anni fa, lo studioso Marcello Mancini.

Oggi la steatosi epatica non è ritenuta solamente una disfunzione epatica ma un’avvisaglia di alterazione metabolica multiorgano che riguarda il pancreas, il tessuto adiposo, il cuore e i muscoli. La steatosi, come detto, rappresenta anche un rischio indipendente delle patologie oncologiche e cardiovascolari.

L’importanza delle campagne di prevenzione

‘Il paziente affetto da steatosi epatica ha un rischio aumentato da 2 a 4 volte di sviluppare un ictus o un infarto. E quasi il 30% della mortalità dei pazienti con steatosi epatica è dovuta allo sviluppo di patologie neoplastiche non solo al fegato ma anche a livello del pancreas, dell’intestino e della mammella. Mentre il 25% della mortalità è dovuta all’infarto e soltanto il 13% a malattie strettamente epatiche. La steatosi va considerata come gli altri fattori di rischio (come ipercolesterolemia, ipertensione o fumo) in grado di determinare un aumento della mortalità e della morbilità della popolazione e occorre promuovere una forte campagna di prevenzione attraverso le nuove metodiche diagnostiche non invasive’, ha spiegato Mancini.

Parlando di steatosi e obesità non si possono non citare i progressi sul versante della diagnostica per immagini. Il dottor Salvatore ha affermato che ‘la diagnosi di steatosi epatica fino ad oggi per una precisa quantificazione richiedeva sempre una biopsia, che ha limitazioni intrinseche come l’alta variabilità di campionamento dovuta all’eterogeneità della distribuzione del grasso nel fegato e che è, soprattutto, una metodica invasiva, costosa, che può esporre il paziente a complicanze potenzialmente gravi e non è ripetibile’.

Patologia epatica più diffusa in Occidente

La patologia epatica più diffusa in Occidente è certamente la steatosi, che bersaglia tra il 5 e il 15% dei bambini. La percentuale però raggiunge il 40% se si esaminano solamente i bambini obesi. La steatosi epatica è insidiosa perché è asintomatica. L’intervento precoce però è importante perché, se non curata, la patologia può diventare veramente pericolosa, favorendo lo sviluppo di malattie gravi come i tumori. Forse è il caso di far mangiare ai bimbi alimenti sani, esortandoli a svolgere più esercizio fisico.

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