Berlusconi fa i conti senza Marchionne, CEO FCA snobba politica

By | 9 luglio 2017

Berlusconi vuole Marchionne leader del centrodestra, 'no' del CEO FCASilvio Berlusconi ha fatto sussultare e, perché no, emozionare tante persone del centrodestra per aver lanciato l’ipotesi Sergio Marchionne come candidato del centrodestra alle prossime elezioni politiche. Un’ipotesi che, molto probabilmente, resterà tale perché l’amministratore delegato di FCA non sembra proprio interessato alla politica. Niente ‘discesa in campo’, dunque, di Marchionne. Il CEO FCA pensa solo alle auto attualmente. Nelle ultime ore i giornalisti lo hanno intervistato al box della Ferrari, in occasione del GP d’Austria, e non è potuta mancare la domanda sull’uscita dell’ex premier. La replica è stata secca ed esaustiva: ‘Berlusconi è un grande, ha spiazzato tutti, ma io non ci penso per niente, neppure di notte’. Sembra proprio che il Cavaliere, stavolta, abbia fatto i conti senza l’oste, anzi senza Marchionne.

Berlusconi ammira Marchionne

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Che Silvio Berlusconi nutra una profonda ammirazione verso Sergio Marchionne non è una novità. Del resto, i due sono abili e scaltri nella gestione di grandi aziende. A differenza del leader di Forza Italia, però, il numero uno di FCA non è proprio interessato alla politica. Nei giorni scorsi, durante un’intervista a Il Tempo, Berlusconi ha puntualizzato che a Marchionne sta per scadergli il contratto negli States ed averlo come leader del centrodestra sarebbe il massimo. Le parole di Berlusconi, però, non erano state gradite dai suoi alleati politici. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ad esempio, ha aveva chiosato: ‘Marchionne candidato? Mi aspetto una smentita da Berlusconi’. Scettico anche il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che, pur riconoscendo il grande valore dell’amministratore delegato di FCA nel mondo dell’impresa, ha dichiarato di non sapere se è all’altezza di essere il numero uno del centrodestra. Secondo Toti non basta essere valenti nel mondo degli affari e dell’impresa per diventare il nuovo Berlusconi. Il governatore della Liguria e gli altri esponenti del centrodestra, Salvini compreso, non devono comunque preoccuparsi perché Marchionne ha tanti progetti in mente che, però, non riguardano il mondo della politica.

Primarie centrodestra: Berlusconi sarebbe avanti a Salvini

Le recenti parole di Marchionne, quelle rese in Austria, hanno probabilmente gelato Silvio Berlusconi perché credeva proprio di aver trovato il nuovo leader del centrodestra. Sembra che l’ex premier ritenga inadeguati Salvini e Meloni a ricoprire un eventuale incarico di premier. Proprio la Meloni aveva esternato la sua insoddisfazione e la sua perplessità su Facebook, ritenendo una follia nominare leader del centrodestra un uomo che paga le tasse in Svizzera ed ha trasferito la sede legale e fiscale della Fiat (che vende auto italiane), rispettivamente in Olanda e in Gran Bretagna: ‘Significa non avere rispetto dei milioni di italiani che fanno i sali mortali per produrre e lavorare qui, che qui pagano le tasse e che non sono scappati dopo aver preso miliardi di euro dallo Stato italiano’. Il numero uno di FCA, insomma, non rappresenterebbe proprio l’eroe in grado di trainare l’Italia e farla uscire dalla palude. Giorgia ha sottolineato che Marchionne non è altro che un personaggio come Calenda e Draghi.

Contrario all’idea Marchionne come leader del centrodestra anche Salvini, secondo cui è inaccettabile dare credito a uno che, fino a poco tempo fa, ‘andava a braccetto con Renzi’. Alla fine la replica di Marchionne è arrivata e, certamente, è stata gradita dai vari Toti, Meloni e Salvini. Il buon Silvio ha preso, come al solito, decisioni troppo affrettate; decisioni senza sentire il parere dei diretti interessati. Adesso il Cavaliere dovrà mettersi alla ricerca di un nuovo leader del centrodestra. Non sarà facile e, comunque, non è escluso che, ancora una volta, tenterà proprio lui di approdare a Palazzo Chigi. Del resto, le recenti statistiche parlano chiaro. Da un sondaggio Pagnoncelli è emerso che, se si facessero le primarie per la leadership del centrodestra, Berlusconi otterrebbe più voti di Salvini: 38% contro 35%. Meloni, Toti e Zaia si accontenterebbero delle briciole.

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