Cannabis alla madre malata di Alzheimer: ingegnere si autodenuncia

By | 27 novembre 2017

Negli ultimi tempi si è molto parlato della cannabis terapeutica. E’ stato provato, infatti, che la cannabis è efficace contro diverse malattie. Dino Giarrusso, inviato delle Iene, ha recentemente intervistato un ingegnere siciliano per un motivo curioso: l’uomo somministra alla madre malata di Alzheimer un cucchiaino di olio di cannabis al giorno. Sembra che l’anziana tragga notevole beneficio dall’olio di cannabis fatto in casa. Giuseppe, il figlio, dice che la madre sta meglio con tale sostanza. A questo punto, non sarebbe il caso di legalizzare la cannabis? La ministra della Salute Lorenzin è ancora diffidente ma non esclude una futura legalizzazione della cannabis qualora vi fossero prove sulla sua efficacia contro l’Alzheimer.

Livia felice grazie alla cannabis terapeutica

Livia ha 91 anni, è malata di Alzheimer, e se non fosse per il cucchiaino d’olio di cannabis al giorno sarebbe costretta a sopportare dolori terribili. Quella sostanza la fa vivere meglio.

L’ingegnere catanese ha spiegato alle Iene che l’anziana madre, fino a qualche anno fa, era molto ansiosa ed isterica, come tutti i malati di Alzheimer. Il neurologo, per fronteggiare la problematica, si era limitato solo a prescrivere sedativi e psicofarmaci.

La mamma di Giuseppe era diventata quasi un vegetale. Passava le giornate sul letto, senza parlare e mangiare. Era ‘imbottita’ di tranquillanti.

Giuseppe, triste e stanco di vedere la madre ridotta in quelle condizioni, si era documentato riguardo agli effetti della cannabis sull’Alzheimer. In effetti, tanti studi riconoscono le virtù della sostanza contro la terribile patologia.

Giuseppe era stanco delle sofferenze della madre

Pur sapendo che quello che stava facendo fosse illegale, Giuseppe non voleva più vedere soffrire la madre.

Grazie al portentoso olio di cannabis, le condizioni di salute della madre sono migliorate in poco tempo.

Oggi la signora Livia è serena, mangia da sola, guarda la tv e passa molto tempo con i nipotini. Se Giuseppe avesse continuato a rispettare le prescrizioni del neurologo, sarebbe stato costretto ad assistere quotidianamente a uno scenario pietoso: la mamma immobile e poco cosciente sul letto.

Il giudizio di Maurizio Arena e Maria Luisa Barcellona

Tanti dottori confermano che la cannabis terapeutica è determinante contro varie patologie. Il neurologo siciliano Maurizio Arena, ad esempio, reputa la cannabis uno strumento fondamentale per evitare la formazione delle placche amiloidi nei malati di Alzheimer.

Concorda con Arena anche Maria Luisa Barcellona, docente di Biochimica dell’Università di Catania, secondo cui la cannabis ostacola la progressione del morbo di Alzheimer, differentemente da altri medicinali, i cui effetti sono nulli.

Perché allora lo Stato è letargico quando si parla di cannabis per la cura dell’Alzheimer? Eppure dall’uso di tale sostanza deriverebbe un risparmio notevole.

Motivi per cui lo Stato non cura l’Alzheimer con la cannabis

Ci sarebbero vari motivi per cui lo Stato non vuole usare la cannabis nella cura dell’Alzheimer, innanzitutto perché, secondo l’esperta Barcellona tale patologia ‘è un business’.

I medici inoltre non vogliono spesso sperimentare. ‘Last but not least’, in Italia non c’è così tanta cannabis terapeutica per soddisfare le esigenze di tutti i malati.

Cannabinoidi evitano accumulo di placche amiloidi

Giuseppe sa che, in Italia, il suo atteggiamento è illegale e quindi ha deciso di autodenunciarsi.

Nei mesi scorsi, un team di studiosi del Salk Institute, in California, aveva pubblicato una ricerca importante che dimostra come i cannabinoidi favoriscano l’eliminazione della proteina beta amiloide, la responsabile dell’Alzheimer.

‘L’infiammazione al cervello è uno dei principali danni associati alla malattia, ma finora si era sempre pensato che questa reazione fosse dovuta alle cellule simili a quelle immunitarie presenti nel cervello, non alle cellule nervose stesse’, aveva argomentato l’esperto Antonio Currais.

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