Fumo passivo dannoso anche all’aperto: boccate tossiche

By | 2 aprile 2018

fumo-passivo-parchi-divietoChe il fumo passivo sia altamente pericoloso è risaputo. Pochi sanno però che è anche una pessima abitudine fumare all’aperto. Chi fuma vicino ai bimbi che giocano all’aria aperta o a un anziano seduto su una panchina danneggia inconsapevolmente la loro salute. Stare accanto a chi fuma una sigaretta all’aperto significa respirare il triplo delle polveri sottili presenti nell’aria in uno dei giorni più inquinati.

Fumare all’aperto: giusto o sbagliato?

Nelle aree verdi in cui vi sono fumatori i composti più cancerosi e tossici arrivano a sfiorare livelli superiori di oltre quaranta volte rispetto alle zone dove non ci sono tabagisti. Il dato è emerso da un progetto lanciato dal Ministero dell’Istruzione insieme a Chiamamilano e l’Istituto nazionale dei tumore. Il risultato è stato reso noto diversi anni fa ma è stato rilanciato nelle ultime ore.

Gli accertamenti delle particelle tossiche presenti nelle aree all’aperto dove c’erano i fumatori erano stati svolti dagli studenti di diversi istituti superiori, come il liceo delle Scienze Umane Agnesi e dello Zucchi di Monza. Indagini che, oltre a far riflettere sulla pericolosità del fumo passivo, mettono in evidenza che è sbagliato fumare vicino alle altre persone anche all’aperto.

Rischio per donne incinte e bimbi

‘Varrebbe la pena di valutare l’ipotesi di porre divieti di fumo anche all’interno dei parchi. Sono frequentatissimi dai soggetti sensibili, come bambini e donne incinte che passeggiano. Per non parlare di chi va a fare jogging’, aveva spiegato Roberto Boffi, pneumologo coordinatore dell’unità di prevenzione e diagnosi dei danni da fumo dell’Istituto nazionale dei tumori. Normalmente, quando si sta all’aria aperta, si inala il 60% dei composti tossici. Tale percentuale è maggiore se si fa esercizio fisico.

‘Quando si corre si va in iperventilazione e il corpo ne assorbe molte di più (sostanze tossiche, ndr) basta guardare i test che hanno fatto i ragazzi per capire che tipo di aria si respira, se a pochi metri c’è un fumatore. Il divieto non sarebbe un accanimento, ma un adeguamento legislativo ai recenti studi scientifici sul fumo passivo in ambienti all’aperto’, ha chiarito Boffi.

Gli studenti avevano monitorato il parco con rilevatori posizionati a circa 200 metri dalla strada, per ridurre al minimo le interferenze e rendere i risultati più attendibili. Poi sono state collocate sigarette tra i 50 cm e i 2 m.

Nell’area dove sono state messe le sigarette il livello delle polveri fini Pm10 ha sfiorato i 250 microgrammi per metro cubo d’aria; il carbonio organico, invece, ha lambito i 450 microgrammi, a fronte dei 10 che mediamente vengono riscontrati nel medesimo parco nei punti distanti dai fumatori.

Tra i fautori del divieto di fumo anche all’aperto c’è anche Pierfrancesco Majorino, assessore ai Servizi per la Salute: ‘Proporrò a tutti una riflessione sul tema per capire se si possono costruire spazi di rispetto, vietando il fumo dove ci sono panchine e aree di gioco per i bambini. Non voglio criminalizzare nessuno, ma all’interno dei parchi, territorio soprattutto dei più piccoli, non devono esserci rischi per la salute’.

Un divieto necessario

Anche uno studio australiano condotto 8 anni fa aveva messo in guardia dai pericoli derivanti dal fumo all’aperto. ‘La quantità misurata di fumo di seconda mano aumenta rapidamente con il numero di persone che fumano. Questa ricerca conferma l’opportunità di divieti di fumo in aree dove le persone possono trascorrere periodi di tempo estesi per consumare cibi e bevande’, aveva dichiarato la studiosa Julia Stafford, dell’università Curtin.

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