Lapo Elkann dislessico da piccolo: ‘Venivo percepito come un problema’

By | 7 aprile 2018

lapo-elkann-dislessico-torinoAnche un rampollo della famiglia Agnelli ha sofferto di dislessia. Lapo Elkann ha parlato per la prima volta, durante la conferenza SOS Dislessia svoltasi a Torino, del disturbo che lo ha tormentato da piccolo. Ebbene sì, in età infantile Lapo Elkann ha dovuto lottare contro la dislessia ed altri disturbi dell’attenzione che lo facevano diventare iperattivo.

‘La dislessia mi ha fatto sentire uno sfigato’

Davanti a tanti ragazzi, Lapo Elkann non si è vergognato di affermare che, quando era piccolo, aveva sofferto molto per la dislessia. ‘Dai professori, ma anche dalla famiglia, venivo percepito come un problema. Questo atteggiamento, fino a non tanti anni fa, mi ha fatto sentire diverso. Una sorte che credo accomuni un po’ tutti i dislessici’, ha detto Lapo.

‘La dislessia mi ha fatto sentire uno sfigato. Da piccolo, a causa della dislessia, sono stato bocciato per due volte e ho sofferto molto il fatto di essermi diplomato assieme a mia sorella, di 2 anni più piccola. I miei professori, che all’epoca avevano molti meno strumenti di quelli attuali, avrebbero dovuto capire che un bambino non può essere percepito come un problema, perché questo atteggiamento crea soltanto sofferenza’, ha raccontato l’ideatore del marchio Italia Independent, che comunque non è stato penalizzato dalla dislessia, anzi è diventato uno dei manager più abili e apprezzati al mondo.la

La Fondazione Laps – Libera accademia progetti sperimentali

‘Come reazione a ciò che stavo vivendo ho sviluppato un mio mondo pieno di sogni e fantasia. Ho sviluppato una sorta di creatività ribelle che mi consente oggi, di fare il lavoro che amo’, ha aggiunto Lapo, che l’hanno scorso ha inaugurato la Fondazione Laps – Libera accademia progetti sperimentali, un punto importante per i ragazzi e i bimbi con deficit dell’apprendimento. Il nipote di Giovanni Agnelli ritiene che bisogna da il massimo ‘per aiutare chi ha disagi di questo tipo a superarli, spesso si tratta di persone con notevole grado di creatività e iperattività. Sono convinto che sia importante cambiare i parametri educativi’.

Cos’è la dislessia?

E’ errato catalogare la dislessia tra le malattie. Si tratta, in realtà, di un disturbo transitorio che non consente alla persona di leggere bene. Le capacità intellettive di un dislessico sono analoghe a quelle delle altre persone. Non esistono cure e e farmaci per la dislessia ma solo iter terapeutici ad personam. Ognuno, infatti, ha peculiarità psicologiche e capacità diverse.

Ci sono delle avvisaglie della dislessia. I genitori dovrebbero portare un bimbo dal pediatra, ad esempio, se usa pochissime parole e tende a ripeterle spesso e male. Il pediatra, dopo aver esaminato il piccolo, di solito indirizza la famiglia in uno dei tanti centri italiani specializzati in disturbi dell’apprendimento.

In genere si scopre la dislessia alla fine del primo anno della scuola elementare. In questo momento genitori ed educatori possono trovarsi davanti a sintomi tipici della dislessia. Il bimbo, infatti, può scrivere e leggere lentamente oppure può avere difficoltà a sillabare esattamente. In presenza di questi ed altri segnali, i genitori devono recarsi da uno psicologo per un consulto. In Italia ci sono tante strutture specializzati che offrono assistenza gratuitamente.

La dislessia si affronta insieme. Ci vuole un gioco di squadra in cui i players non sono solo i genitori ma anche gli educatori, gli psicologi e i logopedisti.

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